Il sindaco di Siena risponde in Consiglio all’interrogazione di Campolo: nessun progetto operativo per la struttura e richiesta di coinvolgere Comune e cittadini nelle future scelte

Non è prevista l’apertura a Costalpino di un Centro di accoglienza straordinaria per ottanta migranti e non risulta in corso alcuna procedura in questa direzione. Lo ha ribadito la sindaca di Siena Nicoletta Fabio rispondendo, durante il Consiglio comunale di giovedì 17 settembre, all’interrogazione presentata da Maria Antonietta Campolo del Gruppo Misto sul presunto allestimento di una struttura di accoglienza nell’ex casa di riposo “Casa Annamaria”.
Fabio ha spiegato che la questione, emersa pubblicamente nel mese di luglio, si è definita in tempi rapidi e che l’ipotesi riguardante l’immobile di Costalpino non era stata promossa né concordata con l’amministrazione comunale.
Quando la vicenda divenne pubblica, il 24 luglio, la sindaca espresse la posizione del Comune, giudicando irricevibile, per quanto di competenza dell’amministrazione, l’ipotesi di un nuovo centro di accoglienza a Costalpino.
Fabio ha ricordato che il Comune ha già messo a disposizione per le strutture di accoglienza straordinaria l’immobile dell’ex scuola elementare di Montalbuccio e che una posizione analoga era stata assunta di fronte alla prospettiva di un’altra struttura in via Bologna, all’Acquacalda.
Secondo la sindaca, Siena e la sua comunità stanno già fornendo da anni il proprio contributo all’accoglienza e nuove soluzioni non possono essere prospettate senza un confronto preventivo con l’amministrazione e con le comunità interessate.
Nel corso della risposta è stata ricostruita anche la posizione espressa dalla Caritas diocesana il 25 luglio. L’organizzazione aveva comunicato di non aver avanzato alcuna proposta ufficiale per la realizzazione di un Cas a Costalpino. Dopo il trasferimento della Rsa precedentemente ospitata nell’immobile, era stata valutata in via preliminare e ipotetica una possibile forma di accoglienza per richiedenti asilo impegnati negli studi nelle università senesi o al lavoro nella zona.
Secondo quanto precisato dai promotori, ha ricordato Fabio, la struttura avrebbe potuto ospitare al massimo circa venticinque persone. Il 13 luglio si era inoltre tenuto un incontro con alcuni residenti e, dopo aver registrato la contrarietà del territorio, l’ipotesi era stata accantonata.
Per questo motivo, ha aggiunto la sindaca, non essendoci un progetto operativo, non risultano un numero di ospiti da definire, un gestore incaricato o tempi di apertura. Non vi sarebbe quindi, allo stato attuale, un intervento sul quale effettuare valutazioni urbanistiche, logistiche o relative ai servizi della frazione, né la necessità di convocare un tavolo per fermare o ridimensionare un progetto che, ha ribadito Fabio, non è previsto.
La sindaca ha poi richiamato un principio che considera valido anche per eventuali situazioni future: le decisioni in materia di accoglienza, ha sostenuto, richiedono programmazione, conoscenza dei territori e condivisione fra le istituzioni e non possono essere imposte alle comunità locali.
«Su scelte capaci di incidere sulla vita del nostro territorio, il Comune di Siena pretende di essere coinvolto e pretende che vengano ascoltati i cittadini», ha affermato Fabio.
La sindaca ha concluso sottolineando come Siena abbia dimostrato solidarietà e capacità di accoglienza, sostenendo però che questo non debba comportare che ogni nuova soluzione ricada sul capoluogo e chiedendo una distribuzione delle responsabilità sul territorio.
Al termine della risposta Campolo si è dichiarata soddisfatta. La consigliera ha precisato che l’interrogazione non intendeva riaprire la questione dei centri di accoglienza, ma affrontare anche il tema della presenza di immigrati sotto il profilo numerico, alla luce delle interlocuzioni sull’ex Casa Annamaria segnalate dai cittadini.
Campolo ha inoltre sostenuto che i residenti non fossero stati adeguatamente informati sulle ipotesi iniziali e ha richiamato la necessità di garantire informazione su situazioni di questo tipo. La consigliera ha infine auspicato che casi analoghi non si ripetano, affermando che anche l’attenzione posta sulla vicenda avrebbe contribuito al suo approfondimento.







































