Il comunicato del sindacato

Confsal-UNSA Siena Giustizia interviene sull'articolo relativo al presidio dei lavoratori precari del tribunale di Siena, sottolineando l’impegno del personale PNRR ma ricordando il ruolo essenziale dei dipendenti a tempo indeterminato, che hanno garantito il funzionamento degli uffici nonostante gravi carenze organiche. Ridurre la questione ai soli precari rischia di essere sbilanciato e irrispettoso. Serve riconoscimento per tutti e un lavoro comune per affrontare le sfide future.
Il sindacato: "In merito all’articolo recentemente pubblicato sul presidio dei lavoratori precari del tribunale di Siena, riteniamo doveroso offrire alcune precisazioni per restituire un quadro più completo e bilanciato della situazione all’interno degli uffici giudiziari.
Pur riconoscendo l’impegno e la professionalità del personale assunto con fondi PNRR, è fondamentale ricollocare la narrazione in un contesto più ampio e realistico.
Infatti, prima dell’arrivo dei lavoratori precari, nonostante una cronica carenza di personale che in alcuni momenti ha superato il 60% dell’organico in alcuni uffici, i dipendenti a tempo indeterminato – molti dei quali con decenni di esperienza alle spalle – hanno garantito il funzionamento degli uffici giudiziari, spesso senza supporti adeguati, senza incentivi e con crescenti carichi di lavoro, senza mai tirarsi indietro.
Ridurre oggi la questione alla sola perdita del personale PNRR, come se la giustizia italiana potesse collassare senza di loro, è un messaggio sbilanciato e irrispettoso verso chi ha lavorato per anni nel silenzio e tra mille difficoltà, ben prima delle assunzioni temporanee.
Siamo certi che tale contrapposizione non sia stata voluta e che il Ministero debba offrire opportunità di lavoro a tempo indeterminato. Tuttavia, non potevamo non intervenire per tutelare il giusto riconoscimento di tutti i lavoratori.
Siamo convinti che solo unendo le forze potremo affrontare le sfide comuni attuali e future, poiché le battaglie di ciascuno sono le battaglie di tutti."







































