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COMMISSIONE DIOCESANA: "PREOCCUPAZIONE PER FENOMENO BABY GANG A SIENA"

News inserita il 10-01-2021 - Attualità

"Serve patto tra istituzioni, chiesa e società civile"

"Il fenomeno delle baby gang colpisce anche Siena mostrandone la fragilità e la necessità di non minimizzare su fatti come quelli accaduti nella nostra città. La Commissione diocesana per la tutela dei minori "Sp.A.M." esprime la viva preoccupazione per un fenomeno di violenza fatta da minori su minori, portata non per la prima volta alle cronache senesi, fatta da ragazzi travolti dal clima di anonimato e di disagio che li porta a bullizzare ragazzi stranieri, o più piccoli o semplicemente altri ragazzi isolati".

E' quanto dichiara in una nota la commissione diocesana Sp.A.M. Spazio ai Minori”- la commissione dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino per la Tutela dei Minori, recentemente insediata in merito all'esecuzione di 5 misure cautelari emesse nei confronti di altrettanti minori parte di una "baby gang" che aveva imperversato nel centro storico di Siena nella scorsa estate.

"Questo fenomeno - prosegue la nota -  di cui si stanno prendendo carico le forze dell’ordine e i servizi sociali, richiede però una riflessione ferma e profonda da parte di tutti. Perché il fenomeno del bullismo minorile riguarda la solitudine e la mancanza di valori profondi dei giovani, e aggravato anche nel periodo COVID probabilmente, nel quale anche l’assenza di socializzazione imposta dalle regole sanitarie lascia sfogare gli istinti brutali senza un alveo di comunità e di presenza che li dovrebbe indirizzare verso espressioni socializzative, costruttive e creative. Ma riguarda anche l’ambiente sociale, familiare ed educativo in cui questo fenomeno esplode e colpisce".

"Siena – conclude la nota -  è una città sana, nella quale però affiora - e non solo oggi - questo virus del bullismo, e il virus ancor peggiore del disagio e della solitudine giovanile che al pari del  COVID richiedono una risposta rapida per non lasciarsi trovare impreparati dalla sua futura contagiosità e virulenza. Serve un vero e proprio patto fra tutte le istituzioni, le parrocchie, i centri sociali, i consultori  e le forze dell’ordine".

 

 

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