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COMMEMORATO OGGI L'ASSASSINIO DEI CARABINIERI UCCISI 38 ANNI FA A MONTERONI

News inserita il 21-01-2020 - Attualità

La cerimonia si è tenuta questa mattina: presenti il Prefetto di Siena, Armando Gradone, e il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Stefano Di Pace

Il 21 gennaio di trentotto anni fa, nel 1982, alle ore dieci una rapina venne compiuta all'agenzia n 3 del Monte dei Paschi. L'allarme diramato dalla centrale operativa dei Carabinieri, mise in moto la procedura per attuare il piano dei posti di blocco in provincia di Siena. La pattuglia composta da tre militari dell'Arma guidata dal maresciallo Augusto Barna comandante della stazione di Murlo e dai due Carabinieri Euro Tersilli e Giuseppe Savastano della caserma di Monteroni, attuò come previsto il posto di blocco sulla Strada Statale Cassia, dove fermò un'autocorriera diretta a Montalcino. Il maresciallo controllando i passeggeri, fu insospettito del comportamento di una coppia, per questo li invitò a scendere per controllarne i documenti. Il sottufficiale non si accorse che un altro giovane lo seguì, sparando sui due Carabinieri posti fuori dall'autobus. I giovani, Tersilli e Savastano, vennero colpiti a morte, mentre il maresciallo riuscì a rispondere al fuoco uccidendo un terrorista del commando. Il gruppo composto da sei persone fuggì con un'auto abbandonata da un uomo che si era trovato nel mezzo alla sparatoria. Il gruppo di terroristi di Prima Linea autore dell'eccidio fu bloccato in seguito, dopo una convulsa fuga per tutto il centro Italia. Oggi, trentotto anni dopo, il sacrificio dei due giovani militari di leva è stato ricordato in maniera sentita dal Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Stefano Di Pace che ha voluto rimarcare l'impegno, senso del dovere e spirito di sacrificio dei due carabinieri Tersilli e Savastano, “animato da altissimo senso del dovere e da assoluta dedizione, che stimola tutti i cittadini ad operare le scelte più corrette nella propria vita, a beneficio del nostro prossimo e nel supremo interesse delle comunità in cui viviamo”.

 

 

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