Il taglio del nastro per il museo archeologico chiuso da un decennio, è solo il primo passo per ritrovare altri tesori dimenticati

Una città che nel Rinascimento era fucina industriale della Valdelsa che si è confermata tale fino al nuovo millennio, nasconde tanti luoghi di grande valore, in questi decenni caduti nell'oblio. Il centro storico di Colle Val d'Elsa con il suo nucleo più antico si sta scrollando la polvere di dosso e si prepara a stupire.
Il taglio del nastro con l'agognata riapertura del museo archeologico, fulcro della storia antica dell'intera vallata, avvenuto sabato scorso, 15 novembre, è il primo passo di una radicale trasformazione.
Un'evoluzione che vede una serie di progetti in atto per ridare vita ai tesori culturali e artistici della città. La prossima tappa sarà la riapertura del teatro dei Varii, uno scrigno d'arte, un teatro all'italiana con una platea di velluti bianchi e palchetti decorati. Il sipario si alzerà, se non ci saranno ritardi, entro la prossima Pasqua. Lo spazio scenico e culturale è chiuso al pubblico da alcuni anni per l'adeguamento delle norme di sicurezza, un'assenza che si fa sentire nel panorama culturale locale.
Un altro progetto in atto è la ristrutturazione della Torre di Arnolfo, la casa di Arnolfo di Cambio. Un luogo simbolo di grande suggestione che svetta sul baluardo di Colle Alta, che tornerà accessibile al pubblico al termine dei lavori di restauro adesso in atto e che proseguiranno per tutto il 2026.
Il Presidente della Regione Giani ha annunciato in occasione dell'inaugurazione del ritrovato museo archeologico, che da Firenze arriveranno i fondi per ristrutturare e riaprire al pubblico il palazzo dei Priori, un altro spazio ora chiuso, ma ricco di storia.
Si tratta infatti del luogo dove nel Rinascimento si svolgeva la vita politica della città, è stato per decenni museo, poi con l'apertura dello spazio espositivo nel Conservatorio di San Pietro, è rimasto vuoto.
Con questa notizia l'amministrazione Pii cala il poker di assi, 4 luoghi che nel giro di alcuni anni torneranno a disposizione della collettività, posti che c faranno breccia nella commissione giudicante per ottenere il titolo di Capitale italiana della cultura 2028. Manca solo un tassello per completare il puzzle, l'ascensore del baluardo, parte fondamentale per il rilancio. Un'attesa che si prolunga da troppo tempo.
Un grande sogno che ha già messo in moto la macchina organizzativa. L'organizzazione si troverà questi spazi di grande valore artistico, storico e architettonico a disposizione. Luoghi ideali per accogliere gli eventi, che si spera, possano incoronare la città di Colle capitale italiana della cultura.
Filippo Landi






































