COLDIRETTI SIENA: LE SFIDE DELL'AGRICOLTURA NEL 2026 TRA PAC, DAZI E MERCOSUR

News inserita il 09-01-2026 - Attualità Siena

L’organizzazione traccia il quadro delle priorità per il settore agricolo senese, tra risorse europee, criticità commerciali e difesa del reddito agricolo

Con l’avvio del 2026, Coldiretti Siena ha tracciato un bilancio delle principali sfide che attendono il comparto agricolo nel nuovo anno, tra tensioni sui mercati internazionali e risultati raggiunti grazie alla mobilitazione del settore.

Il confronto sulla nuova Politica Agricola Comune (PAC) 2028-2034 ha segnato la chiusura del 2025, con migliaia di agricoltori in piazza a Bruxelles contro le proposte di revisione dell’UE. Secondo Coldiretti Siena, il punto di svolta è stato l’impegno del governo italiano e del ministro delle Politiche Agricole, con l’incremento delle risorse destinate agli agricoltori italiani a 10 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto alla precedente programmazione.

Pur definendo il risultato “fondamentale”, l’organizzazione solleva la necessità di tradurre gli annunci in atti legislativi europei vincolanti, in grado di garantire che i fondi siano effettivamente usati per tutelare il reddito delle imprese agricole. Criticità restano in primo piano: su tutte, l’azzeramento del dazio sui fertilizzanti introdotto dal Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM). Un altro elemento ritenuto strategico è la possibilità di destinare il 10% del Fondo unico per le aree rurali — pari a circa 48 miliardi — per sostenere le zone interne, collinari e montane, fondamentali per l’agricoltura locale.Tra le principali preoccupazioni per il 2026 restano poi i dazi commerciali, in particolare quelli statunitensi che pesano sul comparto vitivinicolo senese, e la questione Mercosur. Coldiretti Siena ribadisce la sua contrarietà a qualsiasi accordo privo di reciproca tutela normativa e sanitaria, evidenziando che le regole vigenti per le imprese agricole europee devono valere anche per i prodotti importati da altri continenti.

Secondo l’organizzazione, le sole promesse di un rafforzamento dei controlli non bastano, soprattutto considerando che soltanto una piccola parte dei prodotti agroalimentari importati nell’UE viene effettivamente verificata. La difesa dell’agricoltura, sottolinea infine Coldiretti Siena, significa proteggere lavoro, qualità del cibo e l’identità dei territori, guardando al futuro senza perdere le proprie radici.

 

 

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