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CHIUDE CACIO & PERE, UN'ALTRA VITTIMA DELLA GRANDE CRISI 2020

News inserita il 12-05-2020 - Attualità

"Non ci sono le condizioni per una nostra riapertura"

Il virus miete un'altra vittima illustre, il Cacio & Pere. Alle 12 di oggi su Facebook è stata annunciata la chiusura del locale più noto della provincia, che ha combattuto battaglie e grandi crociate per la musica. A Siena, per anni, aperto in via dei Termini e poi in via della Stufa Secca, protagonista di attacchi da parte dei cittadini senesi, alla fine trasferitosi a Rapolano, soccombe adesso al virus Covid-19. Il comunicato è chiaro: per ora chiudiamo, non ci sono al momento le condizioni per riaprire. E la musica e l'intrattenimento perdono un'altra importante occasione.
''Cari amici, musicisti, artisti - esordisce il titolare Luca Cianfarani -, cari clienti affezionati che ci avete visto nascere o ragazzi appena conosciuti ma che avevate già iniziato a vivere il vero clima del Cacio... non potete immaginare con quale rammarico e con quale tristezza nel cuore siamo purtroppo costretti a comunicarvi che ad oggi non ci sono le condizioni per una nostra riapertura.
Cacio & Pere nasce come centro di aggregazione e di promozione della cultura e della socialità.
A causa dell’emergenza in corso tutte le attività di cui ci siamo nutriti e che costituiscono il senso fondante della nostra avventura ci sono proibite.''

Una situazione imprevedibile, un nemico inconsistente eppure aggressivo stanno togliendo a molti la possibilità di riaprire i propri locali, e anche Cacio & Pere deve per il momento arrendersi. Cosa faranno gli altri luoghi della musica in Italia?
''Nemmeno nei nostri peggiori incubi avremmo mai pensato di dover affrontare un giorno un nemico così invisibile e terrificante - prosegue il documento - un nemico in grado di colpire il cuore pulsante della nostra realtà: per chi vive di eventi e per chi investe le proprie risorse nell’aggregazione tra persone, il “distanziamento sociale” è un qualcosa di mostruoso. In assenza di aiuti concreti è un ostacolo che non possiamo sormontare.''
''Gli ingressi scaglionati, le barriere divisorie, la sospensione di ogni attività d’intrattenimento insieme alla totale assenza di soluzioni che possano riportarci verso una pseudo-normalità imprenditoriale, rendono impossibile qualsiasi previsione e non ci permettono di programmare una ripartenza che renda il rischio economico sostenibile.''
''Nel corso degli anni - prosegue il comunicato che pubblichiamo in anteprima - non ci siamo mai arresi di fronte ad ogni tipo di difficoltà, e non lo faremo nemmeno adesso. Cacio & Pere chiuderà come luogo fisico, ma il C&P che conoscete continuerà a rimanere attivo, cercheremo di organizzare eventi di ogni genere per non perdere il contatto con quello che ci piace fare e per continuare in qualche modo a starvi vicino, a farvi svagare e divertire, in attesa di tempi migliori!
Grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno frequentato, appoggiato, stimato ed accompagnato in questa splendida avventura!! #perchécacioeperenonèsolounbar. La Storia Continua''.
Il virus insomma continua la sua corsa ed ecco i primi segnali della crisi violenta di un mondo, quello dell'intrattenimento, legato a doppio filo con gli spazi e con l'aggregazione.

Annalisa Coppolaro

 

 

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