CHIARA BARNESCHI DIRETTRICE DI ANESTESIA E RIANIMAZIONE DI NOTTOLA E ABBADIA SAN SALVATORE

News inserita il 12-08-2026 - Attualità Siena

Entrerà in servizio il 16 settembre

La dottoressa Chiara Barneschi è la nuova direttrice della U.O.C. Anestesia e Rianimazione degli ospedali di Nottola e Abbadia San Salvatore. La nomina è arrivata al termine della selezione ed è formalizzata in un atto deliberativo del direttore generale dell’Asl Toscana sud est, Marco Torre. Barneschi entrerà in servizio mercoledì 16 settembre.

Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Siena, dove ha conseguito anche la specializzazione in Anestesia e Rianimazione, Barneschi ha completato la propria formazione con due master di secondo livello e con la laurea triennale in Economia e Gestione delle Imprese delle Aziende e dei Servizi Sanitari, conseguita presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e ALTMES di Roma.

Dal 2023 è responsabile dell’UOSD di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Bibbiena. Nello stesso ambito professionale svolge attività nell’emergenza-urgenza territoriale e, sempre dal 2023, opera come medico di elisoccorso alla base Pegaso 2 di Grosseto. Nel corso della sua carriera ha inoltre lavorato in altri presidi dell’Asl Toscana sud est e in strutture sanitarie di Pordenone e Piacenza.

Il direttore generale dell’Asl Toscana sud est Marco Torre sottolinea la conoscenza già maturata dalla dottoressa nei presidi di Nottola e Abbadia San Salvatore, dove aveva precedentemente lavorato. Secondo Torre, le competenze acquisite nel corso della carriera e l’esperienza maturata nell’ultimo incarico a Bibbiena ne fanno il profilo adeguato per la nuova posizione. Il direttore generale evidenzia inoltre la capacità dimostrata nella gestione dell’Anestesia e Rianimazione e la dedizione con cui Barneschi ha svolto il proprio ruolo.

La nuova direttrice ha ringraziato la Direzione aziendale per la fiducia accordata, spiegando di accogliere l’incarico con senso di responsabilità. Tra le priorità indicate ci sono la valorizzazione delle competenze già presenti nell’Unità Operativa, il rafforzamento del lavoro di squadra, la formazione continua e la collaborazione tra i professionisti. L’obiettivo, ha affermato Barneschi, è contribuire a un’organizzazione sempre più orientata alla sicurezza, alla qualità delle cure e alla centralità del paziente.

 

 

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