Il protocollo punta ad anticipare le crisi, tutelare l’occupazione e rafforzare l’attrattività economica e produttiva della provincia di Siena

A Siena è stato firmato l'Accordo per il rilancio del territorio, protocollo che CGIL, CISL e UIL Siena definiscono il primo in Italia nel suo genere. L'intesa punta a costruire una risposta condivisa alle difficoltà economiche, produttive e occupazionali che interessano la provincia.
«La firma di oggi è un primo grande risultato che dimostra la capacità di questa comunità di voler fare sistema, lavorare con sinergie ed alleanze, per contrastare una delle fasi più dure e complesse della storia della nostra provincia», dichiarano i segretari generali di CGIL, CISL e UIL Siena, Alice D'Ercole, Riccardo Pucci e Sandro Santinami.
Alla base dell'accordo c'è un quadro economico e sociale che i sindacati giudicano preoccupante. Tra il 2023 e il 2025 decine di aziende hanno chiuso, ridotto i livelli occupazionali o avviato procedure di crisi. Secondo i dati riportati dalle organizzazioni sindacali, sono andati persi circa 1.500 posti di lavoro, mentre la cassa integrazione ha registrato un incremento del 322%.
A questi numeri si aggiungono quelli relativi alle condizioni delle famiglie e dei lavoratori: il 12% della popolazione della provincia avrebbe ridotto o annullato la propria condizione lavorativa, mentre il 30% delle famiglie avrebbe diminuito il consumo di cibo.
Secondo CGIL, CISL e UIL, la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente qualora venissero meno l'integrità e la territorialità di MPS e un modello di credito rivolto allo sviluppo dei territori, al sostegno dell'economia reale e al lavoro.
Il protocollo rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato già lo scorso anno dalle tre organizzazioni sindacali. CGIL, CISL e UIL avevano infatti presentato una piattaforma provinciale alle istituzioni locali e regionali e alle associazioni di categoria, promuovendo un percorso partecipativo che ha portato all'accordo firmato a Siena.
L'obiettivo indicato dai sindacati è costruire un patto collettivo capace di favorire lo sviluppo e rilanciare l'attrattività e la crescita del territorio.
Il nuovo modello non intende sostituire l'attività dell'unità di crisi della Regione Toscana, ma punta ad affiancarla attraverso un approccio orientato ad anticipare e governare le situazioni di difficoltà. Il percorso parte dalla mappatura del tessuto produttivo e dall'analisi dei fabbisogni, con l'obiettivo di rispondere sia alla carenza di manodopera sia alla necessità di qualificarla.
L'accordo prevede inoltre di valorizzare le imprese inserite in percorsi qualificanti fondati sulla responsabilità sociale e di contrastare le forme di concorrenza sleale basate sullo sfruttamento del lavoro e sul dumping contrattuale.
«Ringraziamo le Istituzioni, la Regione Toscana, la Provincia di Siena per aver raccolto il nostro appello e tutti i Comuni che aderiranno», concludono D'Ercole, Pucci e Santinami.
I tre segretari sottolineano che il protocollo non rappresenta di per sé una soluzione, ma può diventare, se applicato con continuità e convinzione, uno strumento per governare le crisi in corso e sviluppare progetti condivisi a tutela della tenuta sociale e occupazionale. L'obiettivo indicato è riportare la provincia di Siena a essere un territorio attrattivo e di eccellenza sotto il profilo produttivo, industriale, commerciale, turistico e dello studio.







































