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C'ERA UNA VOLTA CANAPETTA, IL FANTINO DAGLI OCCHI DI GHIACCIO

News inserita il 25-10-2019 - Palio

"Ricordi di Palio" celebra lo sfortunato Antonio Trinetti con un documentario di Michele Fiorini

Canapetta Ricordi di Palio

Se dalla piccola Allumiere fosse sceso nella grande Capitale, Antonio Trinetti avrebbe forse potuto tentare la carriera cinematografica. Cinecittà era “Hollywood sul Tevere”, alla fine degli anni Cinquanta, e gli occhi di ghiaccio di quel bel ragazzo nato e cresciuto sui Monti della Tolfa di sicuro non sarebbero passati inosservati a qualche regista in cerca di nuovi volti da lanciare, Antonio Trinetti però era una persona timida, introversa, e l’unico set sul quale si trovava realmente a suo agio erano gli sterrati del viterbese, in sella e qualche volta in groppa ai suoi amati cavalli.
Meglio, per lui, salire verso Siena, dove pure quel grande cineasta che rispondeva al nome di Luciano Emmer un ciak d’autore glielo avrebbe, non per caso, dedicato durante il celebre “Bianco, rosso, celeste” girato nel 1962. Meglio anche per la storia del Palio, che lo rese celebre col soprannome di Canapetta e ne legò il destino, triste e beffardo nonostante le tre vittorie conseguite sul tufo, principalmente al giubbetto della Chiocciola, indossato per sette volte fra il 1966 ed il 1973 e per due volte portato al successo (l’altra era venuta prima, con il Drago, proprio nella Carriera filmata da Emmer).
Di questo, e di altro, tratta “Canapetta, occhi di ghiaccio”, il nuovo documentario realizzato dal gruppo Ricordi di Palio e che porta la firma di Michele Fiorini con la collaborazione di Roberto Filiani, Francesco Zanibelli e Daniele Mario Lancia. Un lavoro realizzato fra Siena, dove sono state raccolte le testimonianze di alcuni fra quei dirigenti di Contrada (Carlo Saracini, Vito Volpi e Massimo Bianchini) che accompagnarono il percorso del fantino dentro e fuori da Piazza e le località di Tolfa e Allumiere, dove la memoria di Antonio Trinetti è ancora viva e continua a legare la popolazione locale a Siena ed alle sue Contrade, soprattutto quella della Chiocciola.
Ci sono anche i ricordi di chi con Canapetta sul Campo si batté, in senso tutt’altro che figurato, per tanti anni. Emozione e malinconia, ad esempio, traspare dalle parole di Andrea Degortes detto Aceto, soprattutto quando si ripercorrono gli ultimi, dolorosi anni di vita del “biondo di Allumiere”, riempiti da rimpianti e promesse disattese e poi tristemente sfociati nella solitudine ed in quel male oscuro da cui Antonio Trinetti non sarebbe più riuscito a risollevarsi fino alla morte. Avvenuta nel 1992, ad appena 56 anni.
Il documentario “Canapetta, occhi di ghiaccio” verrà presentato in anteprima venerdì 8 novembre nei locali della società San Marco e a seguire trasmesso da Canale 3 e condiviso sui canali social di Ricordi di Palio.
Matteo Tasso

 

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