Biancoverdi sconfitti (66-62) dopo nove vittorie di fila. Pesano le assenze nel roster e una serata di scarsa vena offensiva

VERADOL CECINA-NOTE DI SIENA 66-62 (17-23; 40-35; 52-44)
VERADOL: Parietti, Sabotig 9, Roventini ne, Pistolesi T. 2, Barbotti 10, Bruci 5, Saccaggi 14, Bruni, Turini 14, Pistolesi N. 12, Pepaj ne, Lancioni ne.

NOTE DI SIENA: Belli ne, Pannini 5, Calviani 9, Cerchiaro. 11, Yarbanga 15, Pucci 7, Bucalossi ne, Menghetti ne, Moretti, Nepi 3, Prosek 10, Jokic 2. All: Vecchi.
ARBITRI: Nocchi (Pi) e Parigi (Fi).
Disco rosso per la capolista Note di Siena, sconfitta 66-62 a Cecina nell’ultimo turno del 2025. Serata complicata per i biancoverdi di coach Federico Vecchi, messi in difficoltà dalla pressione difensiva della squadra labronica, che amplifica i problemi del reparto piccoli senese (fuori Perin, oltre a Belli, e si vede) accentuando la pressione sul portatore di palla e vincendo la scommessa sulla cattiva vena mensanina dal perimetro: ne viene fuori una gara nel corso della quale il miglior attacco del girone oltrepassa a fatica i 60 punti, smarrendo il filo soprattutto tra il 10’ e il 30’ (appena 21 i punti realizzati nella fase centrale) e pagando fortemente dazio pure nel pitturato, dove i secondi e terzi tiri concessi finiscono per mandare in doppia cifra il vantaggio Veradol. A riaprire i giochi nel quarto periodo è il momento migliore della difesa senese (e della consistenza, fino a quel momento mancata, di Yarbanga dentro l’area), ma stavolta il miracolo compiuto due settimane or sono a Lucca non si ripete: Pucci firma il -3 quando mancano ancora 4’ alla fine, dall’altra parte però prima Saccaggi e poi Sabotig pescano due jolly che fanno calare il sipario e lasciano l’amaro in bocca, pur non interrompendo l’incredibile sottofondo creato (anche dopo la sirena) dai 200 tifosi senesi giunti al PalaPoggetti.
La sintesi della partita, come detto, sta tutta nel blackout Note di Siena tra la fine del primo periodo e l’ultimo mini intervallo. Prima i biancoverdi avevano innestato le marce alte, a loro congeniali, con un 2-11 di parziale che sembravano indirizzare per il verso giusto le cose: Cecina però ribaltava l’inerzia accentuando la pressione e puntando su Saccaggi e Bruni, bravi a creare gli spazi per i tiri di Turini anche dopo l’ultimo guizzo ospite, firmato da Pannini (17-23) con un canestro da oltre metà campo sulla sirena di fine primo quarto.
Ultimo vantaggio per la Mens Sana il 30-32 firmato da due canestri dall’angolo, prima di Calviani e poi di Cerchiaro, a quel punto però Turini entrava nuovamente in trance offensiva e a dargli man forte erano Sabotig e Niccolò Pistolesi. Parzialone Cecina e punteggio sul 50-38, con la Note di Siena incapace di contestare secondi e terzi tiri sui possessi difensivi e di capitalizzare le gite in lunetta concesse agli attacchi verso il ferro di Yarbanga e Prosek. Il quinto fallo del lungo italo-ceco, in precedenza caduto nella trappola della sceneggiata di Barbotti (al netto di questo, tra i migliori in campo), sembrava il canto del cigno per i cinque di viale Sclavo, che invece improvvisamente si riaffacciavano in partita con una spruzzata di zona da cui nascevano i punti di Calviani e Pucci.
Sul 59-56, però, gli dei del basket guardavano benigni sia alla parabola di Saccaggi, lanciata altissima per evitare la stoppata di Yarbanga, sia su un “canastòn” dalla lunga del gaucho Sabotig, già mvp della precedente vittoria cecinese contro la Vismederi.
Per Cecina un successo di prestigio e la possibilità di rientrare in scia alle prime della classe, per la Mens Sana, che rimane comunque prima in classifica, l’attenuante di aver contenuto i danni al -4 finale e la speranza di affacciarsi al 2026 con un’infermeria in condizioni di minor affollamento rispetto all’attualità di questo Natale.
Matteo Tasso





































