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CAVALLI ELEGANTI E UNA MADONNA CON LO SGUARDO FIERO NEL DRAPPELLONE DI STECCHI

News inserita il 26-06-2019 - Palio

L'artista non ha fatto un cencio “ruffiano” e nelle pieghe dei suoi colori e della sua pittura si nasconde  un messaggio tutto da sublimare

Conosco Massimo Stecchi da una vita e ho seguito passo passo la sua evoluzione di pittore ed artista autodidatta. L'ho seguito nelle mostre e rassegne di pittori Senesi e sempre mi ha sorpreso con i suoi cavalli e cavallini. Cavalli che ritrovo nel cilestrino del suo drappellone. Cavalli eleganti, belli e persino maestosi che fanno da sfondo all'intera opera.
Dieci di questi sono già i protagonisti della Festa, della carriera, con le gualdrappe finemente colorate con i toni delle Contrade che si contenderanno questo Palio dedicato esclusivamente alla Madonna di Provenzano.
E lo dico subito nel cencio amo soprattutto questi barberi ed amo proprio la Madonna con il suo sguardo dolce e fiero e con l'incarnato che richiama i toni rossi ed ocra della “terra di Siena”.
Ma Stecchi ha ricercato anche altri temi. Un ragazzo che corre, giocoso, sul Campo con un perizoma che sa tanto di “balzana”. La balzana della nostra Siena. Tiene in mano un lungo filo che fa volare un grande pallone bianco a sfiorare l'icona della Vergine. E poi, dietro la sua svettante figura, un cavallo marrone scuro bruciato che rampa sfidando la forza e la perizia del barbaresco. E' forse il barbero vittorioso? Accanto al destriero un gruppetto stilizzato di Contradaioli che si abbracciano...chi lo sa, forse festanti ?
Ho inserito di proposito due punti interrogativi vicini al cavallo e ai contradaioli, perché non sono sicuro di poter interpretare con solo punti esclamativi l'opera dello Stecchi.
Credo, infatti, che ci sia un messaggio meno facile e piano dietro colori tanto forti e gesti comunque mai scontati.
Di certo c'è solo che lo Stecchi non ha cercato di lisciare la pelle ai Senesi che da Senese e Contradaiolo verace della Selva conosce come le sue tasche. Non ha fatto un cencio “ruffiano” e nelle pieghe dei suoi colori e della sua pittura si nasconde forse un messaggio tutto da sublimare.
Che dire? Glielo chiederò, a Massimo, la prima volta che avrò modo di parlarci, in questi giorni di Palio. Chiederò a Lui l'interpretazione autentica delle sue figure. Di questa splendida Madonna di Provenzano, tutta Senese e “creola”. Di questo ragazzo seminudo che scorrazza per il Campo con un palloncino troppo grosso per lui. Di questo barbero scurissimo come il nero del mistero e di questi personaggi che in un angolo si abbracciano. Per gioire o consolarsi?
Insomma non penso che il Palio di Massimo sia poi tanto semplice da spiegare. Ma viva comunque i suoi strepitosi cavalli!

Merita la lode la Chiara Tambani che coglie finalmente un pezzetto di gloria sul Campo.
E' brava e le sue opere, pitture e sculture sono disseminate a Siena, in Italia e fuori dai confini della nostra Nazione. Finalmente una delle tante nostre Istituzioni di volontariato – l'Auser – ha dato a “Chiarina” la possibilità di mostrarsi pienamente alla gente di Siena. Il bacile, ma forse meglio chiamarlo guantiera, tutto di bronzo bagnato nell'argento è semplicemente strepitoso.
Significativa la Scala da cui nasce una Croce e geniale la pianta che si sviluppa intrecciando rami e foglie. Un nido? Forse...ma soprattutto un porto sicuro per accogliere gli anziani, i più deboli:
Solidarietà ed accoglienza. La committenza dell'Auser non poteva aspettarsi niente di più bello e significativo!

Roberto Morrocchi

Galleria Fotografica: Gianfranco Bernardo

 

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