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CARENZA DI MEDICI IN VALDICHIANA, SITUAZIONE D'ALLARME

News inserita il 29-10-2020 - Attualità

In seria difficoltà servizi essenziali come i pronto soccorso e l’emergenza territoriale gestita dal 118

La carenza di medici, da tempo annunciata, si sta abbattendo sul sistema emergenza urgenza della Usl Toscana sud est, mettendo in seria difficoltà servizi essenziali come i pronto soccorso e l’emergenza territoriale gestita dal 118.
Infatti, su una dotazione organica di 30 unità necessarie a coprire 4 postazioni di emergenza territoriale e i 2/3 dell’attività di pronto soccorso dell’ospedale di Abbadia San Salvatore sono in servizio 12 medici.
A questo deve aggiungersi la carenza di 5 medici del pronto soccorso di Nottola, che rispetto a una pianta organica prevista di 15 unità, ha all’attivo 10 dirigenti medici più il primario.
Stress lavorativo e rischio clinico non sono argomenti teorici, ma evenienze con le quali gli operatori sono costretti fare i conti quotidianamente.
La richiesta dei medici all’Azienda è di attivare tutti i percorsi praticabili per ridurre il disagio lavorativo e il rischio clinico, direttamente collegato anche alla fatica del personale, che la nuova emergenza COVID-19 non potrà che aggravare. In aggiunta alla carenza di specialisti da assumere, che non si trovano, è quanto mai reale il rischio di fughe di medici che di fronte ad una strada senza uscita, cercano soluzioni lavorative alternative e arrivano fino al licenziamento.
I sindacati, in particolare l’Anaao, che ha reso pubblica fin dal 2010 la possibilità di smantellamento del sistema per carenza di specialisti, questo allarme lo vanno lanciando da tempo. L’argomento però continua a essere trattato dalla politica con atteggiamenti di rimozione del problema, senza mettere in campo le evidenti e necessarie soluzioni.
I governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni nel nostro Paese non si sono preoccupati di governare la gobba pensionistica o la corretta programmazione delle borse di studio per specialità, ma di tagliare linearmente nella sanità, finendo per colpire soprattutto quelle discipline che nel drammatico periodo pandemico si sono rivelate indispensabili: come la medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza.
Nella Valdichiana senese e in tutto il territorio provinciale la situazione dei medici emergentisti, negli ultimi 6 mesi si è fatta drammatica. Hanno pesato i pensionamenti, gli abbandoni e i trasferimenti che si sono verificati senza che si potesse adottare il fisiologico ricambio per la mancanza assoluta di personale: disponibile da assumere sia con contratti a tempo determinato che per concorso.
I medici rimasti si sono dovuti sobbarcare orari di lavoro assolutamente indegni, che non possono e non devono essere più mantenuti per la loro salute e, soprattutto, per la sicurezza dei pazienti che sono chiamati a curare.
L’Anaao registra positivamente la presa di coscienza della criticità della carenza dei medici dell’emergenza, da parte dei sindaci della Valdichiana senese che hanno ricercato il confronto sull’argomento con la Direzione Aziendale. La collaborazione tra le istituzioni è doverosa in specie nel settore sanitario ed anche particolarmente utile in un momento di grave di crisi come l’attuale in cui è assolutamente auspicabile il consenso di tutti.
Il sindacato Anaao conferma la centralità del medico nei processi di cura compresi quelli legati all’emergenza/urgenza e chiede con forza alla politica locale e regionale risposte immediate alla gravissima carenza di professionisti
Il sindacato Anaao, infine, invita l’Azienda Usl Toscana sud est a procedere ad affrontare con urgenza la criticità di personale, attivando tutti i percorsi necessari, anche con provvedimenti temporanei e alternativi, al superamento della crisi.

 

 

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