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CAPODANNO GOSPEL AI ROZZI: SUCCESSO E PARTECIPAZIONE SENZA PRECEDENTI

News inserita il 02-01-2020 - Eventi

Strepitoso concerto d'inizio anno a Siena

SIENA - Un teatro dei Rozzi gremito all'inverosimile, tantissimi applausi, ma soprattutto una partecipazione forse senza precedenti per l'ormai tradizionale concerto di capodanno del Toscana Gospel Festival, che ha visto una incredibile esibizione di Tony Washington Gospel Singers a conclusione del trionfale tour toscano di 23 date. Un pubblico senese come questo, quasi trasformato e irriconoscibile che si alza e per oltre mezz'ora prende parte all'esibizione, non si ricorda dall'epoca dei concerti al Palazzetto dello Sport, e fa anche ripensare ai concerti estivi 2019 in Fortezza che sono riusciti ad animare e far ballare una città spesso un po' distaccata e sonnolenta. La città, ricordiamolo, che ha sfrattato Cacio e Pere dal centro, costringendo ora a far viaggiare schiere di musicisti alla volta di Rapolano quasi ogni giorni della settimana per suonare in jam e concerti.
Oggi la formazione di sette elementi proveniente dal South Carolina e giunta al suo 23esimo concerto in poco più di due settimane ha letteralmente infiammato la platea, che ha cantato con la straordinaria band, ballato, applaudito a lungo, ripetuto formule proposte dal leader Tony Washington, che non ha nascosto la propria commozione verso la fine del concerto, nel quale ha coinvolto tutti gli spettatori, dai bambini alle persone ultraottantenni.
Il repertorio del concerto sfiorava brani della più nota tradizione American Songbook quali Oh When the Saints Go Marchin'in passando per classici senza tempo quali Sex Machine di James Brown, brani più natalizi quali Oh Happy Days, una splendida Silent Night, brani molto ritmati di swing, blues, jazz e brani tradizionali. Grandi musicisti e le incredibili voci di Tony Washington e Mildred Daniels hanno certamente dominato su tutte, (Tony Washington si è in questi giorni esibito con Arisa davanti a Papa Francesco), ma la cosa davvero sorprendente è stata la reazione di un pubblico che inizialmente applaudiva con affetto e che da metà concerto si è trasformato in un tripudio di entusiasmo, cantando con la band, battendo le mani, muovendo le mani a tempo, applaudendo con standing ovations, ballando e partecipando con euforia all'obbiettivamente splendido concerto di novanta minuti e poi al bis chiesto a gran voce.
Cosa possa aver animato il pubblico - a parte i pezzi ritmati e la contagiosa simpatia di Washington - è difficile saperlo ma l'atmosfera che animava il Teatro dei Rozzi fa quasi pensare che vi sia sete di musica, qui in città, sete di eventi come questi e di luoghi che possano ospitare numeri anche grandi di persone,
Più che locali, forse spazi che vadano oltre sale quali la Chigiana, che per la classica è certamente una bellissima venue, o i due teatri cittadini. Forse grandi sale e auditorium accessibili a pubblici quali giovani musicisti e appassionati di stili diversi quali il jazz, il pop, lo ska, il swing, il rap, il gospel, l'opera, e dove si possano esibire appunto gruppi come questo, con posti adeguati ad alti numeri di fluitori. E programmi di festival musicali che possano coinvolgere un pubblico vario per età e per cultura come quello che abbiamo visto ai Rozzi oggi pomeriggio. Non ci è sembrato insomma solo un episodio ma quasi un sintomo positivo di una nuova consapevolezza musicale o quantomeno della voglia di accogliere il nuovo anno con una inversione di marcia. E con la fame di vedere altri concerti come questo.
Del resto, se davvero, come il leader dei Talking heads David Byrne ha avuto modo di dire, ''Nella musica gospel ci sono le radici del rock and roll, dell'Rnb e dell'hip hop'', il 1 gennaio ai Rozzi forse, speriamolo, non è soltanto un ''caso''...

Annalisa Coppolaro

 

 

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