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CALIANI: “LA MENS SANA VUOL RIPARTIRE, MA PRIMA SERVONO LE DISPOSIZIONI FIP”

News inserita il 25-05-2020 - Mens sana

Il d.g. biancoverde parla di prima squadra e settore giovanile: “Academy pronta a rimettersi in moto”

La Mens Sana rimane ferma al primo marzo, data della sua ultima vittoria (contro Impruneta) nel campionato di Promozione, poi mandato in archivio dall’emergenza Covid senza vincitori né vinti. Si è lavorato molto “in remoto”, come in tutto il resto del mondo (sportivo e non), durante questo lungo distacco, lo si è fatto per tenere viva, seppur a distanza, l’attività del club e non disperdere il patrimonio di relazioni soprattutto sociali costruito durante la stagione, adesso che un assaggio di ritorno alla normalità lo si inizia faticosamente a riconquistare torna però d’attualità l’interrogativo su cosa ne sarà della squadra biancoverde in un prossimo futuro.
Riccardo Caliani, direttore generale del sodalizio di viale Sclavo, da quale categoria ripartirà la Mens Sana?
Siamo fermi alla decisione della Federazione di interrompere il campionato di Promozione e dichiararlo terminato. Quando arriveranno le linee guida per la ripresa dell’attività agonistica, anche quelle riservate alle categorie dilettanti, valuteremo gli scenari percorribili per la Mens Sana: si tratta di capire la categoria alla quale partecipare, certo, ma pure le risorse finanziare disponibili per potersi iscrivere e poi coprire i costi di una stagione. Vogliamo comunque portare avanti il progetto che abbiamo messo in piedi l’estate scorsa e che prevede una prima squadra oltre all’attività del settore giovanile, questo lo ribadisco.
Quali, invece, le prospettive per l'Academy?
Ci atteniamo a quelle che sono le disposizioni ministeriali, che da questa settimana permettono un generico lavoro di palestra: niente pallone, quindi, solo esercizi atletici individuali ed all’aperto, nello spazio adiacente il palasport ed in condizioni di assoluta sicurezza sul fronte del distanziamento. Assieme al direttore tecnico Pierfrancesco Binella ed al resto dello staff abbiamo studiato il decreto e cerchiamo di organizzare questa ripartenza, che in verità non è richiesta da scadenze a breve termine ma che oltre a riattivare muscoli ed articolazioni può aiutare i ragazzi sotto il profilo psicologico.
Cosa significa?
Significa che la salute viene prima di tutto, chiaro, e che il lungo lockdown iniziale e le altre misure adottate in questa cosiddetta ‘fase 2’ hanno scongiurato la diffusione del contagio, ma significa anche che oggi, dopo quasi tre mesi trascorsi dentro le mura di casa, la psicologia di un adolescente viene messa a dura prova dalla mancanza di quella socialità e di quegli stimoli che, prima dell’emergenza Covid caratterizzavano la sua quotidianità in orario extra-scolastico. I feedback che ci giungono dalle famiglie convergono in questa direzione, se ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza, e mi riferisco anche alle responsabilità che come società siamo chiamati ad accollarci, ci sentiamo in dovere di fare la nostra parte per mettere un primo mattoncino di ritorno alla normalità.
Matteo Tasso

 

 

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