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BLOCK NOTES: VITA QUOTIDIANA DOPO LE FESTE, UN CONFETTO AMARISSIMO DA DIGERIRE

News inserita il 08-01-2021 - Attualità - Rubrica Block Notes

Materiali nucleari in Val d'Orcia e in Valdichiana? Mai e poi mai

L'Epifania tutte le feste le porta via! Feste vissute in intimità intorno al focolare domestico senza botti e cenoni, distanziati da parenti ed amici. Ci siamo adattati anche a questo clima imposto dal virus e forse sarà più facile tornare alla vita di tutti i giorni in una Toscana per qualche giorno gialla, con le scuole medie che riaprono i battenti, mentre le superiori dovranno aspettare fino all'11 gennaio. Poi si vedrà perché la commissione stabilirà quali colori affibbiare alle regioni italiane secondo i fatidici 21 parametri e secondo il famoso Rt che se inferiore ad 1 ci regalerà un minimo di libertà di azione e movimento. Domenica sapremo che sorte ci toccherà.
D'altro canto se la curva tende a scendere, lo fa però con una snervante lentezza. Una cosa l'abbiamo forse capita e cioè che solo la vaccinazione a tappeto e l'efficacia della stessa potrà metterci al riparo da brutte sorprese...mentre tutti i giorni contiamo l'alto numeri dei caduti per il Covid o con il Covid, numeri che celano i profili di tanti Italiani che non siamo riusciti a proteggere e salvare.
In attesa di essere chiamati a vaccinarsi, cambiamo pagina e vediamo che cosa succede a Siena e sul nostro territorio. Il confetto amarissimo hanno cercato di propinarcelo gli estensori della cosiddetta Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad essere “elette”, si fa per dire, a siti idonei allo smaltimento di scorie nucleari. E' stato tutto un levar di scudi, da parte della Regione, con Stefano Scaramelli in testa, e di tutti i Sindaci della Val d'Orcia e della Valdichiana. Italia Nostra ha scritto al Presidente Giani chiedendo come fosse possibile che Pienza e Trequanda, secondo l'Unesco, patrimoni mondiali dell'Umanità e ad altissima vocazione turistica potessero essere inseriti in questa Carta, pronta pare da sei anni, ma che proprio in tempo di pandemia, vedi il caso, veniva resa nota. Pare che ci siano Comuni in qualche parte d'Italia disponibili ad ospitare un tale insediamento per lo smaltimento di materiali nucleari. Tutto verrà fatto nel rispetto dei codici di massima sicurezza, assicurando posti di lavoro per un centinaio di giovani. Capisco che a qualcuno possa far gola, ma mai e poi mai in Val d'Orcia e in Valdichiana.
Si snoda fra alti e bassi sussurri e grida la vicenda Monte dei Paschi. E' un fatto che nella prima settimana del nuovo anno il titolo abbia avuto un rialzo di circa il 10%. E c'è chi ha visto in questa “fiammata” il prodromo di una possibile fusione fra la Banca più antica del mondo e Unicredit. Le voci si fanno sempre più insistenti anche se per la verità diverse fondazioni e società che detengono porzioni del capitale di Unicredit si dicono assolutamente contrarie a questa soluzione.
C'è chi poi – lo stesso Giani – ha accarezzato l'ipotesi di uno spin off del marchio MPS sul territorio toscano con la creazione per almeno tre anni di una Banca regionale sul modello della vecchia Banca Toscana. La cosa più curiosa è che comunque una eventuale fusione dovrà passare al vaglio delle forze politiche del nostro convulso Parlamento. E qui i figlioletti di quel Grillo che scese più volte a Siena invocando il fallimento senza se e senza ma del Monte sembrano essere, stando a quanto affermato in commissione Finanze, contrari a qualsiasi ipotesi di scissione della Banca senese e pronti a far di tutto per evitare che MPS venga svenduta.
A Noi non resta altro che aspettare con un pizzico di fiducia per capire quale sarà la sorte della nostra ex Banca.

Roberto Morrocchi

 

 

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