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BLOCK NOTES: TORNARE A SCUOLA, UN BEL REBUS...

News inserita il 05-06-2020 - Attualità - Rubrica Block Notes

In un clima di emergenza le cose si risolvono con la buona volontà e anche con un pizzico di fantasia. Ci sono novanta giorni per progettare e lavorare

Mi ero illuso che potesse bastare la relativa incompetenza ed inadeguatezza dell'ineffabile ministra Azzolina a fotografare lo stato di abbandono della nostra scuola. I ragazzi-studenti, e non lo dico io ma lo affermano educatori, psicologi e sociologi, oltre ai loro insegnanti, hanno rappresentato, direi colpevolmente, nella drammatica emergenza del Covid-19, la parte più debole della nostra società.
Nessuno ha pensato seriamente a loro e alle loro famiglie e la scuola è vissuta a pezzi e bocconi, grazie alla abnegazione di maestri ed alunni, ma anche di genitori e, quando non reclusi, di nonni e nonne, fino all'ultima campanella che metterà fine a questo scempio.
Tutti – ed io fra questi – vogliamo credere che saranno fatti in ogni comprensorio didattico tutti gli sforzi possibili ed immaginabili per assicurare dal prossimo settembre il ritorno in classe dei nostri ragazzi. E invece...invece leggo sulla pagina del Corriere di Siena una breve ma eloquente intervista all'Assessore alla Pubblica Istruzione Paolo Benini che a tinte fosche e ricorrendo a risibili semplificazioni in fatto di didattica e di salute ambientale, ci dice – e siamo ai primi giorni di giugno – che nella nostra città, una importante città universitaria, non ci sono luoghi e locali adatti per pensare ad un raddoppio degli spazi scolastici. Insomma innalza già "bandiera bianca", tira il sasso nel fontone, e con argomenti a volte risibili se ne lava le mani.
Benini sostiene, vedi Monna Agnese e Classico, che a Siena dovremo ritornare subito all'antico, portando avanti anche dal prossimo settembre il progetto della didattica a distanza, dividendo gli studenti, alternativamente, fra quelli che entrano in classe e gli altri che restano a casa dinanzi a telefonini e computer.
In fondo, afferma il Benini, la didattica a distanza ha dato risultati soddisfacenti sul nostro territorio, contribuendo insieme allo smart working, soprattutto delle madri lavoratrici, nel produrre benefici sull'ambiente. Ci parla, insomma, di minore inquinamento e migliore qualità della vita. Senza rivolgere nemmeno un pensiero ai ragazzi costretti a vivere a casa, dinanzi ad uno schermo, il loro mondo, quello della scuola, fatto di incontri, di esperienze comuni, di socializzazione, confronti con compagni ed insegnanti.
Io scrivo da anni che nella nostra città ci sono tanti grandi contenitori rimasti chiusi ed inutilizzati. Non faccio l'elenco, tocca al Benini e al Sindaco che in fatto di scuola, come tutti i Sindaci Italiani, sarà per legge anche Commissario Straordinario, individuarne le potenzialità. Ci sono comunque palestre, palazzi e palazzetti dello sport, ci sono grandi sale museali, c'è il Santa Maria della Scala, ci sono aule universitarie,e chiese sconsacrate e costruzioni finite e chiuse come cattedrali nel deserto. E ci sono i tempi da qui a settembre per impegnarsi al massimo per avere classi decenti.
Tocca a loro, tocca alla Provincia, tocca al Provveditore agli Studi dare e fare di più.
In un clima di emergenza le cose si risolvono con la buona volontà e anche con un pizzico di fantasia. Ci sono novanta giorni per progettare e lavorare...caro Benini ammaini per favore la bandiera bianca. E non creda di buttare la croce sulle spalle del Governo e sull'Azzolina...qui in prima linea c'è Lei insieme al suo Sindaco e alla sua Giunta.

Roberto Morrocchi

 

 

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