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BLOCK NOTES: TEMPO DI CLAUSURA

News inserita il 30-10-2020 - Attualità - Rubrica Block Notes

Si vive male, in questo periodo, ma dobbiamo accettare i sacrifici imposti dal governo

Eccoci...i numeri dei contagi salgono in maniera esponenziale e cominciano già a scarseggiare i posti letto nei reparti Covid dei nostri ospedali e fanno paura i casi più gravi da trattare nei reparti di rianimazione, visto che i posti dedicati alle malattie intensive, anche se aumentati, restano ancora insufficienti in costanza di questa maledetta pandemia.
E comunque dovremmo pensare anche ai malati “normali” ma affetti da patologie serie, a volte serissime, che rischiano di essere trascurati. E spesso sono gli stessi cittadini a disertare l'ospedale per paura del contagio. Insomma viviamo male questa seconda ondata, da tanti illustri virologi vaticinata, ma che a fine maggio, nella stagione del “liberi tutti”, abbiamo colpevolmente cercato di ignorare, assumendo in tanti, in troppi, uno stile di vita, da giugno a settembre, che ci presenta ora un conto salatissimo.
Inutile piangere sul latte versato, ora in Italia, così come in Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, e in ogni regione europea è scoccata l'ora del ritorno alla chiusure. Non mi piace il termine sparato da giornali e televisioni di “coprifuoco”, ma nemmeno il termine in lingua inglese di “lockdown”... io continuerò a descrivere le misure severissime assunte dal nostro Governo, con il termine di “clausura”, che ha comunque in sé qualcosa di volontaristico.
Si vive male, però, in questo stato, lo so, ma se ci chiedono di fare ancora sacrifici rinunciando a diversi riti della nostra vita, per tentare di addolcire la curva di contagi che si impenna a vista d'occhio, dobbiamo accettare sacrifici e clausura. Al morbo che miete già altre centinaia di vittime dopo le oltre 34.000 contate da marzo a maggio, si associa anche il malessere di diverse classi di lavoratori, dai ristoratori agli artisti, dai tassisti alle agenzie turistiche e tanti altri ancora, che rischiano di chiudere le loro attività. La protesta viene agitata nelle piazze di tante città e siamo passati spesso dal sit-in alla guerriglia, sommando danno ai danni.
L'avvocato Sindaco, De Mossi, mentre il neo Governatore della Toscana era seduto in mezzo ai ristoratori fiorentini che avevano apparecchiato tutta Piazza del Duomo, come se non fosse anche lui nel mirino della protesta, ha preso carta e penna per chiedere ai “suoi” tre Presidenti, Mattarella, Conte e Giani che bar, pizzerie, ristoranti e ritrovi vari potessero restare aperti fino alle 22.
De Mossi sa perfettamente che nessuno lo ascolterà, ma nel bel mezzo del dramma ha inscenato una mossa degna della commedia dell'arte per ingraziarsi, così come ha fatto dopo tutto lo stesso Giani, le simpatie della “piazza”. Insomma sia Giani che De Mossi ci hanno messo la faccia e credo che abbiano agito in buona fede. E queste, in un mondo dove le responsabilità non hanno padri e dove “la colpa è sempre degli altri” vanno considerate comunque mosse di un qualche significato. Quale? Bene, decidetelo Voi, miei cari lettori.

Roberto Morrocchi

 

 

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