BLOCK NOTES: TANTE, TROPPE PAROLE PER ARRIVARE AL BALLOTTAGGIO

News inserita il 21-06-2018 - Attualità Siena - Rubrica Block Notes

Nella lunga ed estenuante campagna elettorale ne abbiamo sentite e viste di tutti i colori

Siamo al ballottaggio. Domenica si vota per scegliere la guida della città. Tante, forse troppe e a volte avventate le parole spese sullo stato della nostra Siena, in una campagna elettorale nella quale si è cercato di dipingere, senza alcun scrupolo, una città, la nostra, come distrutta e piegata su se stessa, mentre invece i dati statistici su occupazione, sulla capacità reddituale dei nostri cittadini e sulla forbice positiva fra redditi fra le classi più deboli e quelle più forti, ci dipingono una realtà diversa. Una città orgogliosamente in piedi che non si è lasciata abbattere dalla crisi della sua Banca, per la salvezza della quale è intervenuto, anche se con un ritardo di almeno 18 mesi, lo Stato con alla testa il Ministro dell'Economia del tempo, Padoan.
Insomma nella lunga ed estenuante campagna elettorale ne abbiamo sentite e viste di tutti i colori e mangiate di cotte e di crude. A Siena è sceso per due volte Matteo Salvini, l'asso pigliatutto nell'Italia delle paure, quella che vede nell'immigrazione, nei campi ROM, addirittura da censire, andando contro al dettato costituzionale che vieta qualsiasi discriminazione per gruppi, e della difesa personale, magari armata, la strada da seguire. Salvini, dopo la Meloni e la Mussolini sono scesi a sostenere legittimamente il candidato del centrodestra, l'avvocato De Mossi.
Lo stesso ha fatto la sinistra e quanto resta del PD che prima con Padoan e il Presidente della Regione Lazio Zingaretti e poi con l'ex Ministro Calenda e l'ex Capo del Governo Gentiloni sono arrivati a fianco di Valentini e a benedire l'apparentamento fra le liste del sindaco uscente e quella di Pier Luigi Piccini, già a capo della città dal novembre del 1990 al maggio del 2001.
Ora tocca finalmente ai cittadini l'ultima decisiva parola.
E allora visto che in democrazia un appello si può comunque fare, mi permetto di spingere al voto il corpo elettorale della nostra città. Il voto è un diritto-dovere. Il suffragio universale una conquista se volete ancora recente. E allora questo benedetto voto lo dovete esprimere. Mi auguro che la percentuale già bassa il 10 giugno torni ad impennarsi il 24. In fondo la partecipazione ad un voto non è che il sale della democrazia. Ognuno di noi tracciando una croce su di un nome diventa in qualche modo protagonista del suo futuro. Restare al mare non ha senso, rinunciare ad un diritto è comunque l'errore più grosso che si possa fare. Poi dallo spoglio delle schede uscirà nella notte di fra domenica e lunedì il responso definitivo. Uno vince l'altro perde. E tutto si sposta poi sui banchi del Consiglio Comunale nel quale si svilupperà la battaglia democratica fra chi avrà vinto e sarà maggioranza e chi si dovrà accontentare dai banchi della minoranza di dare orgogliosamente battaglia in quella che diventa la lotta dialettica e politica per la gestione, l'amministrazione e il controllo della nostra città.
Buon voto allora...ma a votare andateci. Comunque la pensiate.

Roberto Morrocchi

 

 

Galleria Fotografica

Web tv