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BLOCK NOTES: SIENA, RIPARTIRE CON OTTIMISMO GRAZIE ALL'UNIVERSITÀ

News inserita il 24-07-2015 - Attualità - Rubrica Block Notes

Guardare al futuro con un pizzico di ottimismo.

Riprendo in mano il mio Block notes e guardo al futuro con un pizzico di ottimismo. Ottimismo alimentato, questa volta, dal sesto posto assoluto fatto registrare dalla nostra Università nella classifica redatta, come sempre in estate, dal Sole 24, il quotidiano  di economia e finanza sempre attento a cosa si muove in campo socio economico e culturale e al contributo che gli Atenei Italiani possono dare allo sviluppo e alla cultura scientifica del Paese.

Scontato che il Magnifico Rettore abbia commentato con soddisfazione il risultato conseguito dalla prestigiosa Istituzione che sta guidando, e direi di normale amministrazione anche il plauso con il quale il Sindaco della città, Valentini, ha sottolineato l'evento.

Io vorrei invitare i miei affezionati lettori a rileggere "criticamente" questo sesto posto.

Appena sei-sette anni addietro il nostro Ateneo veniva dato sull'orlo del fallimento.

Il "buco nero" determinato in oltre 230 milioni di euro sembrava dover inghiottire la nostra storia e i nostri valori. Tutte le gazzette italiane, per non parlare delle Senesi, dedicavano al disastro dell'Ateneo pagine e pagine delle loro cronache.

Sembrava proprio che gestioni avventate, sconclusionate...e la Magistratura ci dirà prima o poi se anche, in qualche modo, colpevolmente truffaldine...avessero già scritto la parola fine sulla vita della terza Università sorta in Italia, a ruota di Bologna e Padova, ed una delle prime nate in Europa.

Dove niente avevano potuto l'avvento del potere napoleonico, e soprattutto il disposto legislativo del Ministro della Pubblica Istruzione, Ferdinando Martini, che proponeva, nel 1892, la chiusura dell'Università, sembrava che riuscissero a fare , anzi a disfare, i Senesi. Che, in un battibaleno – un po' come sarebbe accaduto da lì a qualche anno alla Banca Monte dei Paschi – stavano rischiando la chiusura dell'Ateneo fondato nel 1240.

C'è voluto il coraggio di tutti, dipendenti, docenti e amministratori, per riportare, in tempi, per certi versi sorprendenti, la barca a tenere con una certa tranquillità la navigazione, in un mondo, quello universitario, sottoposto proprio negli anni della "nostra" crisi nera a tagli ripetuti e dolorosi.

Se negli ultimi due esercizi l'Università registra utili significativi e continua  a mantenersi al vertice delle graduatorie, ora di matrice Censis - La Repubblica, ora emanate dall'Anvur per la qualità della ricerca in rapporto alle sue dimensioni, fino a questa, oggetto del nostro commento, e redatta del Sole 24 Ore, vuol dire che siamo tornati a battere la giusta strada e che, forse, il dissesto e le difficoltà del recente passato sono stati brillantemente superati.

Perchè leggere "criticamente"? Semplicemente per rendersi conto che solo facendo squadra e sobbarcandosi sacrifici e rinunce, ma senza per questo rinunciare a dare vita a progetti concreti e condivisi, si può guardare con ottimismo al futuro. E se c'è riuscita una Università data per morta e sepolta dobbiamo riuscirci in altri campi e settori, smettendo di piangerci addosso, rinunciando, magari, a fare di tutta l'erba un fascio e a vedere il bicchiere sempre e comunque mezzo vuoto.

Roberto Morrocchi

 

 

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