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BLOCK NOTES: PILLOLE DI VITA QUOTIDIANA A SIENA

News inserita il 10-01-2020 - Attualità - Rubrica Block Notes

La precedenza spetta al caso Sansedoni

Per questo secondo Block Notes del 2020 faccio ricorso all'uso delle “pasticche” care al grande Indro Montanelli...insomma costruisco il “pezzo” con tre post.

La precedenza spetta al caso “Sansedoni”. Accolgo con piacere la notizia che si è passati da un quasi sicuro fallimento all'ammissione al Concordato Preventivo. In attesa che siano raggiunte le maggioranze di rito, ma i creditori – soprattutto bancari - hanno tutto l'interesse a tenere in vita, anche se ancora precaria, l'immobiliare della Fondazione rispetto ad una dolorosa procedura fallimentare che avrebbe stracciato i valori degli immobili, la Sansedoni va...resiste.
Il bilancio della Società ha chiuso con una nuova pesante perdita di 32,6 milioni di euro, ma con l'avvio della procedura concordataria gli azionisti non saranno tenuti a ripianare le perdite.
La Direttrice Generale della Sansedoni, Luisa Marra, fa ovviamente buon viso a cattivo gioco e con malcelato ottimismo pensa di poter recuperare dal mercato 80 milioni a fronte di immobili che a livello di aste giudiziarie portano un valore di circa 38 milioni.
Vedremo dal prossimo giugno in poi cosa succederà. Intanto i 23 dipendenti della Immobiliare vedono salvi i posti di lavoro e, visto che si tratta di impiegati dalle comprovate capacità professionali, ci aspettiamo che diano corpo a progetti industriali e commerciali che valorizzino al meglio i cespiti da loro amministrati.
Insomma, dal sicuro crac al concordato gli scenari cambiano...eccome.

Ha fatto un certo scalpore sulle pagine dei quotidiani regionali e di casa nostra la raccolta di firme di uomini e donne di cultura che si appellavano alle autorità competenti, affinchè due dipinti di Daniele da Volterra, acquistati dai fiorentini Uffizi potessero trovare una adeguata collocazione nella Pinacoteca Nazionale della nostra città. Anche il Sindaco De Mossi si sarebbe mosso per dipanare con il Direttore degli Uffizi, Schmidt, la spinosa vicenda.
Meno male che a far chiarezza, prima che fra fiorentini e senesi si aprisse la tenzone, ci ha pensato lo Storico dell'Arte, Alessandro Bagnoli, puntualizzando chiarissimamente come Siena non potesse pretendere di avere la paternità delle due opere...nemmeno per usucapione visto che le stesse erano dalla fine dell'Ottocento di proprietà dei Pannocchieschi d'Elci.
Concordo, questa volta, per quanto possa valere, con il parere di Roberto Barzanti che sulla pagina di Cultura del Corrierone afferma che i 46 uomini e donne di cultura senesi avrebbero fatto meglio a mobilitarsi affinche decollasse il famoso progetto di allocare la Pinacoteca al Santa Maria della Scala...anche se una firma, se richiesta, non si nega a nessuno.

In cauda venenum...chiudo con Antonio Socci che ci fa sapere che non prenderà un eurino bucato per intervenire alla contestatissima - da sinistra - iniziativa “Bibbiano, il gender è fra di noi”.
Sembrerebbe allora che i 3.025 eurini provenienti dai fondi destinati a interventi a sostegno dei minori del nostro Comune vadano solo nelle tasche dello pseudo filosofo Diego Fusaro, uno dei tanti fenomeni mediatici nati come funghi, soprattutto nei mesi del governo giallo-verde, grazie alle ospitate su qualche canale della TV di Stato e soprattutto su La 7 e su Mediaset.
Ci sta che il Comune spenda i soldi come meglio crede, anche se forse sarebbe stato meglio non aprire una strumetale battaglia politica, della quale i Senesi forse avrebbero fatto volentieri a meno.

Roberto Morrocchi

 

 

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