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BLOCK NOTES: MONTE DEI PASCHI, NUVOLE, NEBBIE E TEMPESTA

News inserita il 08-04-2021 - Attualità - Rubrica Block Notes

Per il futuro della Banca siamo "alle porte coi sassi"

Chiudere il bilancio 2020 con una nuova perdita di circa 1 miliardo e 800 milioni non può che evocare un futuro denso di nuvole, nebbioso e tempestoso. Non ci vogliono analisti finanziari sempre pronti a sparare addosso al Monte dei Paschi per capire che il futuro della Banca più antica del mondo è pieno di ostacoli, punti interrogativi e problematiche di non semplice soluzione.
Eppure ci sono dati e cose che, se ben interpretate, potrebbero ancora lasciare spazi di manovra e qualcosa più di semplici speranze sul proseguo di una attività bancaria e di una navicella che mai ha mollato gli ormeggi.
Il Monte dei Paschi, come ha scritto Stefano Righi sulla pagina finanziaria del Corriere della Sera di fine marzo, continua a mantenere vivo il rapporto con la propria clientela, e se, pur con i disastri a ripetizione che si sono abbattuti nell'ultimo decennio su Rocca Salimbeni, la Banca riesce comunque a svolgere un ruolo, è perché la sua rete continua a funzionare e le filiali a svolgere un compito che quotidianamente risulta fondamentale.
Nessuno si nasconde che la produzione del reddito è comunque marginale, rispetto alla esigenza di saldare i conti con il passato, ma va comunque tenuta nella giusta considerazione.
Certo tutto sembra congiurare avverso il Monte. La pandemia aggrava una situazione già molto complessa, e tutto il sistema naviga fra mille difficoltà in una Italia in grandi difficoltà che stenta a portare avanti un piano di vaccinazione, sulla carta promettente, ma che sconta pesantemente l'assenza della materia prima, leggi i vaccini, in un quadro economico di pesantissima crisi economica che sfocia anche in angosciosi risvolti sociali.
E' stata bocciata ancora una volta l'azione di responsabilità proposta dal Fondo Bluebell di Giuseppe Bivona nei confronti degli ex vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola e contro l'attuale Consiglio presieduto da Patrizia Grieco: il Tesoro, il grande azionista del Monte, non vuole imbarcarsi in altre vertenze, visto anche il peso delle cause, per svariati miliardi, intentate da clienti e dalla stessa Fondazione nei confronti della Banca.
I Sindacati MPS di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin chiedono al Governo Draghi di farsi garante del necessario percorso di normalizzazione e risanamento della Banca attraverso l'impegno del Ministro dell'Economia, Franco, a negoziare il superamento dei vincoli imposti dalla Commissione Europea, anche prolungando i termini di permanenza dello Stato nel capitale.
Si cerca insomma di tenere in vita il Monte e di salvaguardare i suoi 21.000 dipendenti.
La prossima assemblea dovrà decidere sulla riduzione del capitale sociale causata dalle perdite pregresse e di quelle del 2020 e soprattutto sulle azioni di rafforzamento patrimoniale per garantire la continuità aziendale e la sopravvivenza della Banca.
Per dirla alle senese “siamo alle porte coi sassi”...fusione con Unicredit o altre realtà, o nazionalizzazione come avrebbero voluto i 5Stelle o restare in piedi da soli...ma come?

Roberto Morrocchi

 

 

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