BLOCK NOTES: MALGRADO TUTTO È NATALE!

News inserita il 24-12-2022 - Attualità Siena - Rubrica Block Notes

Non viviamo in un clima sereno ma Siena si rivela comunque una città in festa

Buon Natale…ai quattro affezionati lettori del mio Block Notes, ma, bando all’avarizia, tanti cari auguri a tutti i Senesi e agli abitanti, nativi o di importazione, dei territori della nostra meravigliosa provincia.

Lo so, non viviamo in un clima sereno: la guerra in Europa, la devastazione delle città della non lontana Ucraina, le vittime innocenti della assurda aggressione perpetrata da Putin, oscurano i nostri orizzonti. La crisi economica, che ha fatto seguito agli eventi bellici e dovuta ai costi insostenibili delle risorse energetiche, luce, gas, petrolio, ed una inflazione che taglieggia i nostri risparmi, con i prezzi dei beni primari sottoposti ad aumenti a volte incomprensibili, non ci lasciano tranquilli. E questo all’indomani di due annate vissute male, malissimo, sotto la spada di Damocle del Covid che ha stravolto le nostre esistenze, azzoppando gli entusiasmi dei nostri ragazzi costretti a vivere anni scolastici obliqui, falcidiando una generazione intera di anziani.

Malgrado tutto, però, è Natale. Si accendono le luci nelle strade del centro, mentre alberi e presepi allietano, per quanto è possibile, case, chiese, piazze e angoli delle nostre contrade. E Siena si rivela comunque una città in festa. Una città che ha voglia di vivere dopo aver riassaporato anche l’ebrezza del Palio dopo due anni maledettamente grigi e quattro carriere soppresse.

Se poi guardiamo i dati del cosiddetto benessere non possiamo che rallegrarci della quarta posizione che occupiamo con merito fra tutte le città italiche, così come non possiamo che andare orgogliosi del nostro Ateneo che conquista ancora una volta il primato fra le Università di medie dimensioni, quelle cioè che vantano una popolazione studentesca fra le dieci e le ventimila presenze.

Anche le cifre che vengono snocciolate dalle Camera di Commercio ci regalano uno spicchio di sereno con l’export che riprende lena e con i settori del turismo, dell’agricoltura e della industria farmaceutica addirittura in grande spolvero. La Fondazione produce risultati di bilancio di una certo pregio e persino il Monte dei Paschi, anche se è maledettamente presto per cantare vittoria, sembra aver assorbito senza scosse l’addio di oltre 4.000 dipendenti, all’indomani della felice chiusura di un aumento di capitale sul quale, diciamolo una volta per tutte, il solo Lovaglio, insieme al suo staff e alla Presidentessa, hanno creduto fino in fondo.

Io mi aspetto - ma quante volte l’ho scritto - che la grande scommessa del fantastico complesso architettonico del Santa Maria della Scala porti alla città frutti copiosi. La Fondazione voluta dal De Mossi non mi convince sul piano istituzionale anche perché le fondazioni debbono contare su fondi economici e finanziari di alto valore, e qui casca l’asino, e soprattutto stento a riconoscere nelle poche iniziative prese la fisionomia di quel centro di arti, scuole e botteghe di restauri che il Santa Maria doveva diventare.

Mi piace di più il nuovo corso della Pinacoteca, che ha già al suo interno opere di assoluto valore che hanno bisogno solo di essere pubblicizzate su larga scala, in Italia e nel Mondo.

Buon Natale, dunque, e cerchiamo di vivere con la mente e con il cuore la nascita del Bambinello, senza tanti inutili orpelli, magari dando una mano ai più poveri e ai più deboli. Auguri.

Roberto Morrocchi

 

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