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BLOCK NOTES: LETTA VINCE UNA BATTAGLIA "SCONTATA" MA CHE SI È RIVELATA OSTICA

News inserita il 08-10-2021 - Attualità - Rubrica Block Notes

Ora vediamo se il Segretario nazionale del Pd busserà alla porta del Tesoro e del premier Draghi per “salvare” le buone ragioni di Siena, del Monte e dei suoi lavoratori

“Passata la festa gabbato lo santo”. E' successo diverse volte che il candidato della sinistra catapultato nelle nostre terre per assicurarsi uno scranno al Parlamento si sia presto, per non dire prestissimo, dimenticato della messe dei voti che lo avevano portato al successo, della nostra città, dei nostri problemi e soprattutto delle promesse fatte. Enrico Letta mi sembra una persona per bene, un politico corretto ed un uomo che tiene fede ai propositi e alle idee e,soprattutto, alle promesse fatte. Resterei di stucco se Letta non tornasse presto a Siena, magari dopo gli importanti ballottaggi di Roma e Torino, per consolidare i rapporti con la la città e portare poi avanti, in sede governativa, i disegni che riguardano la definizione del progetto di Siena, centro della farmaceutica e dei vaccini, ricercando nel contempo una soluzione della vicenda Monte, tesa a salvaguardare gli oltre ventimila posti di lavoro, il marchio e il complesso delle attività, con preciso riferimento ad una Direzione strategica, almeno per il centro Italia, in Piazza Salimbeni.
Chiedo troppo? Mi pare francamente di no, se resto alle promesse più volte fatte proprio dal prode Enrico che qui ha vinto una battaglia “scontata” ma che nei numeri si è rivelata assai ostica.
E meno male che Letta ha creduto da subito in larghe intese, ad una coalizione seria, e che Renzi abbia messo subito a sua disposizione i voti di Italia Viva, che Stefano Scaramelli, capogruppo IV in Regione, valuta in almeno 1.500 in città ed oltre 8.000 nel territorio senese ed aretino.
Certo è sceso in campo un pezzo da novanta, il Segretario Nazionale del PD, già Presidente del Consiglio, in un territorio tradizionalmente “rosso” e allora Marrocchesi Marzi, un uomo nuovo e ai più sconosciuto, deve andare fiero dei voti raccolti, arrivando nel capoluogo ad una distanza di soli quattro punti da Letta, vale a dire 776 voti.
Certo Siena ha un Sindaco ed una maggioranza di centrodestra, ma il Marrocchesi ha colto comunque un risultato di tutto rispetto che non può lasciare tranquillo il segretario provinciale del PD Andrea Valenti in vista delle amministrative del 2023...ma che tiene sulle spine lo stesso De Mossi, se vorrà ripresentarsi, anche se non avrà da confrontarsi con il Segretario Nazionale del PD.
Ma torniamo alla questione Monte. Come volevasi dimostrare dopo le suppletive torna a fare la voce del padrone Andrea Orcel, l'AD di Unicredit che ha fissato per il 27 ottobre il Consiglio di Amministrazione che analizzerà i dati della trimestrale al 30 settembre e chissà, anche le risultanze della “due diligence” portata avanti dai suoi uomini su BMPS.
In Borsa i titoli del comparto bancario vivono momenti di gloria e i mercati finanziari e gli analisti specializzati vedono con favore la chiusura dell'accordo di cessione di MPS a Unicredit. Pare che anche il Ministro dell'Economia abbia le mani più libere per arrivare alla definizione dell'affare che permetterebbe al Tesoro detentore del 64% del capitale Monte, di uscire dalla Banca.
Unicredit punta a chiudere entro il 31 dicembre, visto che a quella data scade il vantaggio fiscale che rende ancora più appetibile l'acquisto della Banca più antica del mondo. E su 2 miliardi di euro, oltre a benefici vari, Orcel e Padoan ci contano. E allora vediamo se Enrico Letta busserà alla porta del Tesoro e della stesso Draghi per “salvare” le buone ragioni di Siena, del Monte e dei suoi lavoratori.

Roberto Morrocchi

 

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