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BLOCK NOTES: LE ELEZIONI POLITICHE NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE

News inserita il 08-03-2018

Il Partito Democratico – responso delle urne alla mano – ha dimostrato di non essere all'altezza di poter governare non solo un Paese ma forse nemmeno un condominio

Le elezioni hanno dato il loro responso. E questa volta non è vero che tutti hanno vinto, perché i vincitori sono due e si chiamano Di Maio per i 5Stelle e Salvini per la Lega che guida la coalizione di centrodestra. Tutti gli altri, Pd e Liberi ed Eguali in testa, hanno perso e di brutto. Da qui a dire che sarà possibile dotare l'Italietta nostra di un Governo in grado di “governare” è tutto un altro paio di maniche, perché né Di Maio né Salvini hanno i numeri per ottenere una maggioranza stabile nei due rami del Parlamento. Insomma o si mettono d'accordo fra loro due – strada ritenuta da tutti i commentatori politici impraticabile – o ricorrono al soccorso rosso di quel PD che il popolo italiano ha messo in castigo dietro la lavagna, relegandolo al suo minimo storico. Insomma si chiederebbe aiuto per governare ad un Partito che – responso delle urne alla mano – ha dimostrato di non essere all'altezza di poter governare non solo un Paese ma forse nemmeno un condominio.
Vedremo come andrà a finire, anche se il ritorno alle urne fra tre o quattro mesi viene visto come una sciagura soprattutto da quegli “eletti” che avrebbero dinanzi anni di appannaggi di lusso con salari oltre i 14.000 eurini al mese. Chissà che non vengano trovati qua e là i cinquanta onorevoli disposti a cambiare casacca per “salvare” la nostra Repubblica delle banane?
Il voto avrà quasi certamente riflessi importanti sulla nostra città chiamata a rinnovare la sua compagine amministrativa a Palazzo Comunale, ma potrebbe avere riflessi singolari anche sulla Banca, visto che Grillo appena due anni fa la voleva “fallita”, mentre lo stesso Di Maio non ha mai visto di buon occhio il salvataggio del Monte mediante l'ingresso dello Stato nella compagine azionaria dello stesso.
E non è un caso che il giorno dopo l'esito delle elezioni, il Monte dei Paschi si sia ritrovato nuovamente nell'occhio del ciclone. Sono stati pubblicati sui nostri quotidiani – non so quanto casualmente – diversi articoli di notisti finanziari di un certo peso che puntano il dito sulla difficile ripresa della Banca, prospettando addirittura l'intervento delle autorità finanziarie europee, che potrebbero costringere il “board” di MPS a sostenere ulteriori dolorosi tagli per il tenere il passo degli accordi a suo tempo sottoscritti, rispettando il dettato degli stessi.
Morelli è stato tirato per la giacca da più parti e non si è sottratto alle insidiose domande che gli sono state poste. “La chiusura delle Filiali – ha detto – è un piano oramai tracciato e non è assolutamente una novità. La Banca sta lavorando ventre a terra per fare in modo che l'attesa ripresa commerciale non resti nel campo delle ipotesi ma sia concretamente realizzata, secondo gli obiettivi fissati dal piano di salvataggio.”
Una Banca insomma ha l'obiettivo di tutelare il corpo aziendale, i dipendenti, l'azionisti, il bilancio e il conto economico, ma deve fare nel contempo i risultati sul piano commerciale. Risultati che non possono essere valutati a marzo, anche se il trend appare non positivo, ma semmai agli inizi dell'ultimo trimestre del 2018.
Intanto il Tribunale di Siena ha pronunciato una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Gianluca Baldassarri – ex capo dell'area finanza del Monte e finora chiamato la mente della banda del 5% -. L'intervenuta PRESCRIZIONE lo salva, così come salva spesso i presunti colpevoli.
Ecco cosa mi spinge a chiamare la nostra Italietta, Repubblica delle Banane. Ma ora i nostri prodi, Di Maio e Salvini, ci rimetteranno in linea di galleggiamento. Magari fidando in 50 onorevoli disposti a cambiare casacca...e senza alcuna prescrizione.

Roberto Morrocchi

 

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