Viviamo in uno strano stato di ansia

Viviamo in uno strano stato di ansia. La televisione ci bombarda in ogni ora del giorno e della notte di notizie ed immagini legati alla diffusione del maledetto coronavirus nella nostra piccola Italia e nel mondo. Tutti avremmo desiderato che fosse individuato e scoperto il contagiato numero zero, colui che, voglio sperare a sua insaputa, ha sconvolto la vita di paesi e frazioni della bassa lodigiana, sconfinando nel vicino Veneto e nel piacentino e ha fatto ammattire i nostri governanti che a forza di “tamponi” anche a soggetti sani e asintomatici hanno fatto salire rapidissimamente l'Italietta all'infausto terzo posto assoluto fra i Paesi di tutto il mondo per il numero dei contagiati, mentre altri, soprattutto in Europa, si sono guardati, bene o male fate Voi, dal fare uso di indagini appropriate, falsando dati e comunicazioni.
Così è la vita...al tempo del coronavirus e non ci resta che sperare che la tempesta si plachi e che l'ansia lasci il posto ad una ritrovata quiete. Per la sanità mentale e la salute corporale di tutti noi, ma anche per ritrovare il necessario equilibrio della nostra bilancia commerciale messa a rischio forse più della nostra incolumità, visto che nell'ottanta per cento dei casi gli effetti del virus assomigliano davvero a quelli di una banale influenza e che la mortalità resta ad una percentuale fra l'uno e il due per cento, riguardando per lo più anziani già compromessi da altre malattie.
Abbiamo assistito, come al tempo della peste di manzoniana memoria, agli assalti ai banconi dei supermercati per accaparrarsi farina, latte, acqua e scatolame, nemmeno fossimo in guerra, mentre le farmacie ci informavano che le mascherine, sulla cui efficacia nessuno mette la firma, erano esaurite, al pari di disinfettanti e detergenti igienici... come se non bastasse un buon sapone per lavarsi le mani.
La comunicazione, quella giusta, è mancata. Abbiamo assistito addirittura ad una "querelle" fra alcuni dei massimi esperti delle malattie infettive, mentre alcuni Presidenti di Regione e Sindaci hanno assunto direttive in palese contrasto con le determinazioni di Governo e di Protezione Civile.
Mi sia concesso di poter dire che di questa confusione ne avremmo fatto volentieri a meno. Il grado di prostrazione, di ansia e addirittura di paura necessitava invece di parole chiare e di polso fermo. In attesa che questa brutta parentesi si chiuda resto comunque dalla parte di quanti nella Sanità Italiana, troppe volte bistrattata, hanno tenuto la barra dritta lavorando anche per quaranta ore filate, mentre giornalisti e politicanti si distinguevano nel sollevare inutili e dannosi polveroni.
Ma era destino che così dovesse passare la nottata al tempo del maledetto coronavirus...
Roberto Morrocchi






































