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BLOCK NOTES: CANDIDATO SINDACO, ROMPI IL GUSCIO ED ESCI ALLO SCOPERTO!

News inserita il 28-12-2017

A cinque mesi dal voto un po' da tutte parti si naviga a vista. E invece Siena avrebbe tutto il diritto di essere governata con idee chiare e programmi serissimi

Se nella politica senese e regionale degli ultimi decenni c'è un politico che può essere definito il croupier che da le carte, questo è Alberto Monaci, l'ex Democristiano che una volta sposati – come tanti suoi amici – l'ideali della sinistra ha ricoperto incarichi importanti in Consiglio Regionale, facendo fuori un Sindaco a Siena, parlo del malcapitato Franco Ceccuzzi ovviamente, per imporre poi i suoi adepti in Consiglio Comunale con un peso specifico largamente più significativo di quello effettivamente pesato. Ha guidato la fedele Senesi sulla poltrona di Sindaca in quel di Monteriggioni, in successione al Valentini, e dopo averla imposta quale vice segretario del PD provinciale l'ha caricata, non so quanto a salve, per cercare di buttare giù dal suo piedistallo proprio lo stesso Bruno Valentini, con il quale aveva stretto un accordo elettorale cinque anni fa. Non si spiega altrimenti l'esternazione di qualche giorno fa del Monaci, peraltro subito appoggiata dalle Senesi, tesa a a rimarcare come il dopo Valentini non possa essere il...Valentini.
Insomma mentre il Segretario del Comunale del Partito Democratico Simone Vigni cercava con tutto se stesso di tenere a bada la Senesi, tentando di circoscrivere un suo allarmante mugugno avverso l'attuale primo cittadino, ecco che il Monaci spara a pallettoni proprio contro il Sindaco di Siena, in carica, a sua volta in cerca di una legittimazione popolare per riproporre la sua candidatura.
Insomma se ancora non appare ancora chiarissimo il panorama nel centrodestra senese, anche se De Mossi si è mosso con tempismo al cadere del canape, a sinistra, dove un candidato naturale ci sarebbe, in più d'uno sembrerebbe intenzionato a dare fuoco al pagliaio.
Ovviamente in questo clima non ce n'è nemmeno uno che provi a tratteggiare un suo serio programma politico. Il solo Pier Luigi Piccini ha cercato, se non altro, di inventarsi una politica culturale diversa e vicina alle tendenze dei più giovani, oltre ad esternare sulle sorti del Monte, del Palio e delle Contrade, mentre gli altri sono rimasti ancora sul vago.
Lo stesso De Mossi, per ora, cerca solo di mettere in evidenza cosa non va nella politica portata avanti in questi anni dalla sinistra, addentrandosi nella mancanza di identità che ha colpito i senesi, senza però provare a tratteggiare una qualche sua idea programmatica. Anche l'altro cavaliere del centro destra, Sportelli, resta per ora prudentemente al coperto e il solo rappresentante di Casa Pound, l'ex generale dei Parà della Folgore, Sergio Fucito, si ingegna lodevolmente a dare in pasto al popolo qualche sua idea e qualche progetto.
I Cinque Stelle, per il momento, si fanno sentire solo quali propugnatori della verità su David Rossi. Non sappiamo se hanno un loro candidato e su quale scacchiere, oltre il populista, si vogliano muovere. Fulvio Mancuso, l'attuale vice sindaco, si limita a fare il portavoce del nuovo schieramento che si riconosce nell'ex giudice Grasso, ma non si va oltre il “liberi e uguali” che resta un bel proposito, ma solo sulla carta.
Sono curioso di vedere cosa farà Ernesto Campanini che in teoria avrebbe tutte le caratteristiche - è giovane, è relativamente nuovo, è bravo e studia e non ha scheletri nell'armadio - per proporsi credibilmente alla guida della città, magari allacciandosi – se ci riesce – ad altre formazioni che gli assicurino quella messe di voti indispensabile per correre con un filo di speranza.
Insomma a cinque mesi dal voto un po' da tutte parti si naviga a vista. E invece Siena avrebbe tutto il diritto di essere governata con idee chiare e programmi serissimi.
Vediamo se prima o poi qualcuno esce davvero dal guscio che come tale, il guscio, è destinato prima o poi a rompersi.

Roberto Morrocchi

 

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