OK Siena
CinemaSondaggiYouTubeXFacebook

 

BEKO SIENA, FIM-FIOM-UILM: "SU TEA GROUP E GALENICA SERVE CHIAREZZA"

News inserita il - Attualità Siena

I sindacati: «Le informazioni sui due soggetti industriali non sono state condivise». Il confronto sui progetti di reindustrializzazione è atteso al tavolo ministeriale del 1° ottobre

BEKO SIENA, FIM-FIOM-UILM: "SU TEA GROUP E GALENICA SERVE CHIAREZZA"

FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL esprimono preoccupazione per le recenti dichiarazioni del dott. Corradi, amministratore delegato incaricato del piano di sviluppo e reindustrializzazione del sito Beko di Siena, riguardanti l'interesse manifestato da due soggetti industriali nei confronti del progetto.

Nella nota diffusa alla stampa sono stati indicati Tea Group, azienda toscana con sede a Signa, e Galenica Senese, realtà con sede a Monteriggioni. I sindacati sottolineano tuttavia che queste informazioni non sarebbero state preventivamente condivise né comunicate formalmente alle organizzazioni dei lavoratori.

Secondo FIM, FIOM e UILM, una modalità di comunicazione di questo tipo rischia di generare confusione e preoccupazione, alimentando soprattutto aspettative tra i lavoratori che, allo stato attuale, non troverebbero ancora riscontro in un piano industriale concreto e condiviso.

Le organizzazioni sindacali richiamano la delicatezza della vertenza Beko Siena, che coinvolge lavoratrici, lavoratori e le loro famiglie, e chiedono che il percorso venga affrontato garantendo trasparenza, responsabilità e condivisione a livello istituzionale.

Il processo di reindustrializzazione, ricordano FIM, FIOM e UILM, è stato definito nell'ambito dell'accordo sottoscritto presso il Ministero e prevede uno specifico perimetro di confronto tra istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali.

Per i sindacati, il tavolo ministeriale già convocato per il 1° ottobre rappresenta quindi la sede nella quale affrontare ufficialmente la presenza di eventuali soggetti industriali interessati, verificarne la solidità e approfondire i contenuti dei rispettivi progetti sotto il profilo industriale e occupazionale.

Non basta, sostengono le tre sigle, una generica manifestazione di interesse. Occorre conoscere i soggetti coinvolti, gli investimenti previsti, le attività produttive che intendono insediare, i tempi di realizzazione e, soprattutto, le prospettive occupazionali per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Beko di Siena.

In questa fase, secondo FIM, FIOM e UILM, comunicazioni non coordinate possono aumentare anziché ridurre l'incertezza, accrescendo ansia, preoccupazione e sconforto tra persone che attendono da mesi risposte concrete sul proprio futuro.

I sindacati chiedono quindi all'Amministrazione comunale di Siena di esercitare pienamente il proprio ruolo di coordinamento istituzionale, affinché le informazioni sul percorso di reindustrializzazione vengano comunicate in modo corretto, trasparente e condiviso con tutte le parti coinvolte, a partire dalle organizzazioni sindacali.

FIM, FIOM e UILM chiedono inoltre che, qualora il dott. Corradi disponga di elementi o aggiornamenti ulteriori rispetto a quelli finora comunicati ai sindacati, questi vengano illustrati anche alle organizzazioni dei lavoratori nelle sedi istituzionali previste.

Per le tre sigle, il futuro del sito Beko di Siena deve passare attraverso progetti industriali concreti, investimenti, tempi certi e garanzie occupazionali, e non essere affidato a comunicati stampa o indiscrezioni.

 

 

Galleria Fotografica

Web tv