In Consiglio comunale il confronto con il Pd: ancora incognite su piano industriale, investitori e futuro occupazionale del sito di viale Toselli

Nel corso della seduta del Consiglio comunale di martedì 14 aprile, il vicesindaco di Siena, Michele Capitani, ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito Democratico sul futuro del sito industriale ex Beko di viale Toselli e sul ruolo della società Sviluppo Industriale Siena Srl nel percorso di reindustrializzazione.
Al centro del dibattito, lo stato di avanzamento del piano industriale e la governance della società, costituita nell’ottobre 2025 e attualmente nella fase iniziale della propria attività. Come spiegato dal vicesindaco, il 16 dicembre 2025 Invitalia ha conferito alla società l’immobile di viale Toselli, permettendo il subentro nel contratto di affitto con Beko. In questa fase preliminare, l’obiettivo prioritario resta il completamento delle bonifiche ambientali e la rimozione dei materiali contenenti amianto, interventi considerati indispensabili per rendere possibile la futura reindustrializzazione dell’area.
Capitani ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione comunale a garantire trasparenza sull’intero processo, assicurando che l’avanzamento delle operazioni sarà condiviso nelle sedi istituzionali, con il coinvolgimento di lavoratori, sindacati e altri soggetti interessati. In merito alle attività dell’advisor Sernet, incaricato da Beko, il vicesindaco ha chiarito che le eventuali iniziative di ricollocazione dei lavoratori rappresentano solo un’opzione non vincolante. L’amministrazione, pur riconoscendo la legittimità della posizione dei sindacati contrari a tale proposta, ribadisce la volontà di sostenere una ricollocazione complessiva all’interno del progetto industriale, con l’obiettivo di garantire prospettive occupazionali ed economiche per il territorio.
Un ulteriore passaggio riguarda la governance della società. Non sono stati stipulati patti parasociali tra i soci – il Comune di Siena e Invitalia – in quanto il rapporto è regolato dallo statuto societario approvato dal Consiglio comunale nel novembre 2025. La presenza di un rappresentante del Comune nel consiglio di amministrazione, individuato in Gabriele Corradi, garantisce comunque un controllo diretto sull’attività della società. Lo stesso Corradi è atteso il 16 aprile in Commissione consiliare per un aggiornamento sullo stato dei lavori.
Sul piano economico, Capitani ha annunciato che il prossimo 24 aprile l’assemblea della società approverà il primo bilancio d’esercizio, che dovrebbe chiudersi con una lieve perdita, attribuita alla fase di avvio e ad alcuni disallineamenti nei pagamenti a carico di Beko. I costi legati alle attività di bonifica e ristrutturazione incideranno sui conti, ma è previsto un riequilibrio già nel prossimo esercizio.
La gestione operativa è affidata al consiglio di amministrazione, che nel febbraio 2026 ha conferito al presidente i poteri di ordinaria amministrazione, mentre le decisioni strategiche continueranno a essere assunte collegialmente. Le indennità previste per presidente e amministratori, ha precisato il vicesindaco, sono contenute e non ancora erogate.
A illustrare l’interrogazione è stata la consigliera Giulia Mazzarelli, che ha ripercorso le tappe dell’accordo quadro siglato un anno fa, definendolo determinante per evitare la chiusura dello stabilimento e i licenziamenti. Un risultato, ha sottolineato, reso possibile soprattutto dalla mobilitazione dei lavoratori e dalla collaborazione tra istituzioni.
Mazzarelli ha tuttavia evidenziato come il percorso si trovi ancora in una fase iniziale, con poche novità concrete rispetto al passato. La gara per la progettazione delle bonifiche non è ancora stata affidata e la scadenza del 31 dicembre 2027 si avvicina, mentre i lavoratori continuano a vivere una situazione prolungata di cassa integrazione.
Tra le principali criticità segnalate, l’assenza di un piano industriale definito e la mancanza di informazioni sugli eventuali investitori interessati al rilancio del sito. La consigliera ha inoltre ribadito la necessità di un coinvolgimento diretto del presidente della società nelle sedi istituzionali, sottolineando che il rappresentante comunale nel cda non coincide con il centro decisionale.
Guardando al futuro, Mazzarelli ha richiamato l’importanza di un progetto industriale ambizioso, capace non solo di ricollocare i circa 150 lavoratori attualmente coinvolti, ma di arrivare a creare un polo produttivo in grado di occupare almeno 300 persone. “Se l’obiettivo è offrire nuove opportunità occupazionali al territorio – ha affermato – è necessario andare oltre la gestione della fase transitoria”.
In conclusione, la consigliera ha espresso una valutazione interlocutoria sulla risposta ricevuta: “Più insoddisfatta che soddisfatta”, pur dichiarandosi fiduciosa in possibili sviluppi futuri.





































