Un giro nella zona dedicata alla sosta dei caravan vicino al Vallone, lascia nello sconforto più totale

Foglie, sporcizia, attrezzature fatiscenti e un progetto nato male danno un bel biglietto da visita agli appassionati del turismo itinerante. Già di per sé si tratterebbe di una mancanza di rilievo per la zona ma questa situazione, nel principale centro del comprensorio industriale del turismo open air, è un'assurdità.
E' strano e decisamente conflittuale il rapporto tra uno dei principali settori manifatturieri della zona quello dei camper, e la città di Poggibonsi. Nel quadrilatero compreso tra Colle Val d'Elsa, Barberino Tavarnelle, San Gimignano con centro a Poggibonsi sono dislocati numerosi marchi, qua si concentra più della metà della produzione nazionale.
Ma camminando nell'area sosta attrezzata di Poggibonsi nella zona del Vallone, il messaggio è chiaro, questo turismo non è interessante. Sembrerebbe proprio così per l'amministrazione comunale visto lo stato di incuria e degrado in cui è tenuta la zona. Uno spesso strato di foglie ricopre il parcheggio, sporcizia e incuria la fanno da padrone, le attrezzature di scarico e ricarico dell'acqua e dei servizi igienici da cambiare, dopo più di un decennio alle intemperie. Un quadro pesantemente desolante.
Quello che è peggio è la consapevolezza di questa situazione, il tema infatti è stato oggetto delle passate campagne elettorali, con tante promesse ma nessun intervento.
Un'indifferenza che non si spiega, visto che il distretto produttivo è un fiore all'occhiello dell'economia locale e non solo.
Le idee proposte sono numerose: dal rifacimento completo dell'area in questione, alla creazione di uno spazio tutto nuovo al posto della vecchia fornace vicino allo svincolo della superstrada, o quella di sfruttare uno dei tanti piazzali nelle aree industriali. Tante parole gettate al vento, solo per convincere gli elettori di turno.
Si parla molto di turismo in Valdelsa, si sta investendo sul concetto di viaggiare con lentezza, di sostenibilità, di favorire il contatto con la natura. Sarebbe il caso di pensare anche al camper, è stato il primo modo nei decenni passati per scoprire il mondo in libertà, immergersi nella natura e vivere all'aria aperta.
Quanto tempo sarà necessario attendere perché si faccia veramente qualcosa per dare alla città un luogo degno, dove accogliere coloro che da ogni parte d'Europa acquistano veicoli prodotti in Valdelsa, permettendo a tante famiglie locali di lavorare e vivere una vita serena.
Filippo Landi






































