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AOU SENESE, LA CISL: "CASO CASELLA E CRITICITÀ, SERVE UN CAMBIO DI PASSO"

News inserita il - Attualità Siena

Il sindacato interviene sulla revoca dell’incarico al chirurgo e torna a denunciare criticità nella Tossicologia Forense, nell’organizzazione e nelle condizioni di lavoro

AOU SENESE, LA CISL: "CASO CASELLA E CRITICITÀ, SERVE UN CAMBIO DI PASSO"

La CISL torna a intervenire sulla gestione dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese e punta l'attenzione sulla vicenda dell'incarico professionale affidato al professor Donato Casella e successivamente revocato. Una decisione che il sindacato definisce «grottesca» e che, secondo CISL Siena, FNP e CISL FP, sarebbe indicativa di criticità organizzative più ampie all'interno delle Scotte.

Al centro della contestazione c'è la collaborazione con Casella, professionista che ha lavorato a lungo nell'ospedale senese prima del trasferimento all'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. Il chirurgo era stato richiamato alle Scotte per una collaborazione dedicata a interventi ricostruttivi maggiori e di oncoplastica, attività formative e consulenze per seconde opinioni.

Secondo quanto riferisce il sindacato, il 1° settembre l'incarico è stato revocato per «impossibilità di svolgere le attività previste in convenzione». La CISL sottolinea che la delibera sarebbe stata revocata prima di diventare esecutiva e senza la costituzione di alcun vincolo contrattuale.

Il sindacato solleva quindi una serie di interrogativi, a partire dall'opportunità stessa dell'incarico alla luce della presenza alle Scotte di un'équipe composta da sei professionisti tra chirurghi e chirurghi plastici. Sulla successiva revoca, la CISL chiede invece di chiarire se siano emersi problemi procedurali, controlli omessi oppure se la decisione sia stata legata alla necessità di contenere la spesa.

Per CISL Siena, FNP e CISL FP il caso Casella non sarebbe isolato. Il sindacato ricorda di avere già inviato il 30 luglio una nota formale all'assessore regionale Monni, al direttore della Sanità regionale Torre, all'assessore Giordano e alla sindaca Fabio. Secondo la CISL, l'assessore e la sindaca di Siena si sarebbero successivamente attivati con Monni e Torre.

Tra le questioni segnalate figura la situazione del Laboratorio di Tossicologia Forense delle Scotte. Dal 15 giugno, sostiene il sindacato, la struttura non sarebbe più il riferimento per tutta l'Area Vasta Sud-Est per gli accertamenti di secondo livello a causa dell'assenza di una figura dirigenziale abilitata alla refertazione.

Sempre secondo quanto riferito dalla CISL, le analisi di secondo livello sarebbero state trasferite ad altre strutture pubbliche, tra cui Pisa, e in misura significativa a laboratori privati, compresi gli esami collegati al Codice Rosa. Il sindacato denuncia le possibili conseguenze economiche del ricorso al privato per cittadini e Servizio sanitario nazionale, citando in particolare chi deve rinnovare la patente, chi segue un percorso Ser.D. e chi è coinvolto in procedure di affido di minori.

Un altro elemento evidenziato riguarda la gestione diretta della catena di custodia, considerata fondamentale per il valore medico-legale degli accertamenti. La CISL giudica inoltre inopportuna la metodologia secondo cui, stando a quanto riferito dal sindacato, i medici avrebbero potuto contattare strutture private di propria conoscenza per l'invio dei campioni.

Preoccupazioni vengono espresse anche per il futuro della Genetica Forense e per l'avvicendamento, in un breve periodo, di tre dirigenti delle professioni sanitarie. La richiesta del sindacato è quella di ripristinare completamente le attività, potenziare le dotazioni tecnologiche e riportare all'interno del servizio pubblico le prestazioni esternalizzate. Su questi temi, riferisce la CISL, il direttore Torre ha convocato le organizzazioni sindacali per condividere il percorso da intraprendere.

Alle questioni strutturali si aggiungono quelle legate alle condizioni di lavoro. Il sindacato segnala personale dei reparti a continuità assistenziale impegnato in turni di 12 ore senza una concreta possibilità di usufruire di un'adeguata pausa per il pasto, situazione che la CISL considera in violazione del CCNL Area Sanità.

Contestata anche la modifica unilaterale del servizio sostitutivo della mensa, con il passaggio dal pasto caldo da asporto al sacchetto freddo. Per la CISL si tratta di un peggioramento qualitativo introdotto senza un preventivo confronto sindacale e di un ulteriore segnale del disagio organizzativo.

«La sanità è la prima infrastruttura sociale. Se non tiene lei, non tiene il territorio», affermano CISL Siena, FNP e CISL FP, chiedendo un cambio di passo nella gestione. Il sindacato attende inoltre la nomina del direttore generale della Sud Est, auspicando la scelta di una figura equilibrata e con esperienza del territorio.

Per la CISL, le Scotte, in quanto ospedale di secondo livello, universitario, di ricerca e punto di riferimento dell'Area Vasta, hanno bisogno di una programmazione di lungo periodo. La richiesta conclusiva è quella di definire un piano industriale chiaro per il futuro del presidio, accompagnato da scelte urgenti e da un impiego delle risorse finanziarie concentrato sulla salute dei cittadini e sul potenziamento di personale e attrezzature.

 

 

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