Schillaci: "Più ricerca e cooperazione internazionale per fermare i superbatteri"

La lotta all’antimicrobico-resistenza passa sempre più dalla ricerca e dalla cooperazione internazionale. È questo il messaggio emerso dalla terza edizione del congresso “TOP5 in Infectious Diseases”, dove la Fondazione Biotecnopolo di Siena si è confermata tra i protagonisti del confronto scientifico europeo.
Nel corso dei lavori è stata condivisa una consapevolezza ormai diffusa: il modello tradizionale basato sugli antibiotici non è più sufficiente. La crescente diffusione di patogeni resistenti impone un approccio integrato, capace di unire innovazione, prevenzione e sviluppo di nuove terapie.
A ribadirlo è stato il Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha sottolineato la necessità di rafforzare il ruolo della ricerca pubblica e delle infrastrutture scientifiche. «La diffusione delle infezioni e della resistenza antimicrobica richiede nuovi farmaci, innovazione e una cooperazione internazionale sempre più stretta», ha dichiarato, evidenziando gli investimenti strategici del Governo nel settore.
Tra i risultati più recenti, il Ministro ha richiamato la pubblicazione su Nature di uno studio sviluppato dal gruppo guidato da Rino Rappuoli e Giovanni Falcone, che dimostra l’efficacia di un anticorpo monoclonale contro la Klebsiella pneumoniae, uno dei batteri più pericolosi e resistenti agli antibiotici.
Schillaci ha inoltre indicato la necessità di un cambio di paradigma: «La salute non è solo un diritto individuale, ma una infrastruttura strategica per il Paese», sottolineando il passaggio verso un modello centrato sulla prevenzione.
Durante la tavola rotonda dedicata alla sinergia tra scienza, istituzioni e industria, il direttore generale del Biotecnopolo, Gianluca Polifrone, ha evidenziato il valore strategico della ricerca pubblica. «Non è un’opzione, ma una necessità», ha affermato, ribadendo l’importanza di un collegamento strutturato con il sistema industriale per trasformare la conoscenza in innovazione concreta.
Polifrone ha inoltre richiamato l’esigenza di una visione stabile e di lungo periodo, fondata su ricerca, formazione e sviluppo industriale, con un’attenzione particolare ai giovani talenti, considerati elemento chiave per la competitività del sistema Paese.
Il congresso ha affrontato anche i principali sviluppi nel campo delle malattie infettive, dall’intelligenza artificiale alla ricerca clinica fino ai nuovi approcci vaccinali, confermando una direzione chiara: la risposta alla resistenza antimicrobica richiede un’integrazione sempre più stretta tra scienza, sanità pubblica e industria.




































