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ANCHE A SIENA CALA IL PETROLIO, NON IL COSTO DELLA BENZINA

News inserita il 02-09-2015 - Attualità


Petrini (Faib): “A fine mese forse accise anche più alte. Se oggi all’Italia regalassero il greggio pagheremmo comunque 1,2 euro al litro”.


In tutta Italia in questi giorni il prezzo del petrolio cala, quello della benzina no, o perlomeno non in misura proporzionale. “A tutt’oggi è purtroppo utopistico aspettarsi un decremento proporzionale – spiega Michele Petrini, Presidente provinciale Faib, sigla rappresentativa dei gestori degli impianti di distribuzione  - le accise e l’iva da sole coprono il 63 e il 60 % medio dei prodotti petroliferi e sono sostanzialmente componenti fisse di costo, insensibili alle variazioni del prezzo del barile e del cambio euro/dollaro”. Stesso discorso, nota la Faib, va fatto per il costo industriale, nel quale alcune componenti sono fisse e concernono i costi della logistica e del funzionamento e il costo del lavoro e degli occupati nella filiera petrolifera. “Se per assurdo i Paesi produttori di greggio  decidessero di regalare all’Italia la materia prima e quindi il barile a quotazione € 0,00, saremmo condannati a pagare la benzina a € 1,200 al litro e il gasolio a € 1,05 per ricoprire i costi della raffinazione, quelli dello stoccaggio e quelli della distribuzione primaria e secondaria, le accise e l’iva”. 

La parte variabile del prezzo infatti copre appena il 21% della benzina e il 25% del gasolio e in quota parte al margine lordo che in ogni caso non supera ad oggi il 13% medio. “A Siena come nel resto d’Italia ha senz’altro ragione chi lamenta che le  variazioni in diminuzione del greggio non corrisponde la stessa percentuale in diminuzione alla pompa – aggiunge Petrini -  in realtà la riduzione c’è, ma visto il peso relativo del costo industriale è percepita ben poco. Fino a quando lo Stato non interverrà sulle accise rendendole flessibili come le quotazioni della materia prima, evitando di ricorrere ad esse per fare nuovamente cassa, questo squilibrio non potrà che ripetersi. Purtroppo a breve invece potrebbe verificarsi il contrario” aggiunge Petrini: al 30 settembre prossimo scade infatti il posticipo disposto dal Governo sulla data iniziale (30 giugno) per attuare un nuovo incremento, ‘promesso’ nella Legge di Stabilità 2015 al’Unione Europea. Successivamente l’Esecutivo aveva ipotizzato di evitare la misura impiegando gli incassi della Voluntary disclosure: tuttavia, se questo ammontare non sarà chiaro entro settembre potrebbe davvero prefigurarsi davvero un nuovo ritocco.

 

 

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