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AGRIPOST: IL TEMPO CHE MIETE IL GRANO

News inserita il 30-06-2019 - Oksiena - Rubrica AgriPost

A Pianella rievocazione storica di antiche pratiche agricole

Quando i social non erano i post su Instagram, quando le storie duravano più di 24h, era il lavoro che univa le persone. Sì perché oltre al dovere c’era il piacere, il piacere di stare insieme, di condividere le risate, il sudore, gli sguardi, c’era la voglia di viversi e di vivere ogni momento. Fino a qualche anno fa, quello che oggi chiamiamo Social Network, era un tappeto di lolla e grano spanto, erano gli uomini e le macchine che giravano e giravano, era la pula, erano le grida dei contadini e le risate dei bambini, erano le donne che sorridenti aiutavano i mariti. Era l’aia, era. Sì perché questa parola ai molti è oggi sconosciuta, ma provate a chiedere a chi in testa porta qualche capello bianco, a quel nonno buffo che d’estate gira in canottiera bianca e con il cappello di paglia a coprire la pelata, provate a chiedere e leggete la luce nei loro occhi. Occhi che parlano di vita, stanchi dagli anni e dal duro lavoro, ma con la stessa lena che suscita il ricordo di quegli anni. In questi ormai non più tanto ragazzotti non si è ancora spento il ricordo di quel tempo, è per questo che, da qualche anno, resuscitano vecchie pratiche agricole come la mietitura del grano, così come un tempo facevano i loro genitori e gli avi tutti. È un’atmosfera magica, un qualcosa che chiunque dovrebbe vedere una volta nella vita, un salto nel tempo in stile “Ritorno al futuro” dove la DeLorean non è altro che qualche vecchia ferraglia dai sedili scomodi, motori robusti che muovono le possenti ruote in questa arida Toscana di giugno. I “Nostalgici dell’aia” tornano a Pianella per far sognare ancora, trasmettendo gioia e passione per la più antica arte dell’uomo.

 

Tommaso Martellini

 

 

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