Il racconto di un episodio avvenuto all’alba del 25 giugno in via Sant'Agata

A Siena, il senese Paolo Mancini racconta sui social un episodio avvenuto all’alba nei pressi di via Sant’Agata. Secondo la sua denuncia, sarebbe stato avvicinato da due uomini che si sono qualificati come immigrati, con una richiesta respinta e successiva escalation di insulti e minacce. Il caso è stato riferito anche alla presenza di testimoni.
"Questa mattina (ieri, 25 giugno 2026), alle 5:45, in via Sant'Agata fino all’inizio di via San Pietro, davanti alla mensa universitaria, ho vissuto un episodio che mai avrei pensato di vivere nella mia Siena.
Sono stato avvicinato da due immigrati, come loro stessi hanno dichiarato apertamente, che mi hanno chiesto la tessera sanitaria per comprare le sigarette: “Tu dammi la tessera sanitaria e comprami le sigarette”. Ho risposto che non l’avevo con me e che, comunque, non l’avrei mai consegnata a due sconosciuti e che non gli avrei certo comprato le sigarette. Da quel momento sono partite urla in faccia, sputi e pesanti insulti.
Hanno iniziato a inveire contro di me, tirando in ballo Meloni e il tema della reimmigrazione, affermando che Siena è casa loro e che noi italiani dovremmo soccombere a loro. Mentre cercavo di allontanarmi hanno continuato a seguirmi, insultandomi e arrivando perfino a dirmi che mi avrebbero “pisciato in bocca”. Presenti anche testimoni che hanno sentito gli insulti e hanno visto la scena.
La tentazione di reagire c’è stata, ma ho pensato alle conseguenze e ho preferito allontanarmi. E quello che mi ha fatto più paura è stato l’odio che è montato dentro come poche volte mi è accaduto, e quello che mi avrebbe potuto portare a fare. Premetto che i miei aggressori non erano in stato di alterazione, non puzzavano di alcol e non tentennavano. Questo è ciò che mi è accaduto. Non è un’opinione, è un fatto.
Fermo restando le mie idee sull’immigrazione, credo che pretendere di poter camminare per la propria città senza essere aggrediti, minacciati e sputati addosso non sia razzismo. È il minimo che ogni cittadino dovrebbe poter pretendere."







































