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ACQUA&SAPONE: LA PROVINCIA DI SIENA AL TAVOLO DI PIANCASTAGNAIO

News inserita il 07-05-2026 - Attualità Siena

Carletti: "L’azienda si impegni e favorisca la reindustrializzazione"

Resta alta la preoccupazione per il futuro dei lavoratori del polo logistico Acqua&Sapone di Casa del Corto, nel comune di Piancastagnaio. Al centro del tavolo istituzionale convocato nei giorni scorsi il destino dei 55 dipendenti coinvolti nella decisione dell’azienda Cesar di trasferire altrove l’attività produttiva.

All’incontro hanno partecipato la Regione Toscana, la Provincia di Siena, l’Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di individuare soluzioni in grado di garantire continuità occupazionale e prospettive industriali per l’area.

La presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, ha ribadito la necessità che l’azienda collabori attivamente al percorso di reindustrializzazione del sito, evitando iniziative unilaterali che potrebbero compromettere il futuro dello stabilimento.

“Abbiamo chiesto con forza a Cesar di non procedere con atti unilaterali e di collaborare concretamente al processo di reindustrializzazione”, ha dichiarato Carletti. “L’azienda ha il dovere morale e industriale di favorire l’arrivo di nuovi soggetti in grado di garantire continuità produttiva e occupazionale per il sito di Casa del Corto”.

La presidente della Provincia ha poi sottolineato la necessità di dare risposte immediate ai lavoratori coinvolti nella vertenza. “Fino al prossimo incontro del 26 maggio ci aspettiamo segnali chiari – ha aggiunto –. I lavoratori devono poter continuare a operare con dignità e il sito non può essere progressivamente svuotato”.

Nel corso del confronto è emersa forte preoccupazione per l’assenza, al momento, di sviluppi concreti sulla salvaguardia dell’occupazione. Le istituzioni locali hanno ribadito la volontà di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per sostenere il territorio e accompagnare il percorso di rilancio industriale.

“La piazza di Piancastagnaio ha dato una risposta straordinaria di dignità e compattezza”, ha concluso Carletti. “Non possiamo accettare che un’azienda lasci questo territorio senza farsi carico delle conseguenze sociali ed economiche delle proprie scelte”.

 

 

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