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ACN SIENA, CRONACA DI UN FALLIMENTO SPORTIVO

News inserita il 20-06-2021 - Robur

Conclusa nel peggiore dei modi la stagione bianconera

Ebbene sì, anche se nel peggiore dei modi, si è finalmente conclusa la travagliata stagione del Siena. E pensare che i bianconeri, allenati da Alberto Gilardino, godevano del favore dei pronostici, di una squadra considerata di categoria superiore e di un girone certamente povero di cosiddetti squadroni. Alle difficoltà iniziali, dovute a vari cavilli burocratici e ad una ritardata preparazione atletica, i calciatori avevano risposto con il giusto mordente, non riuscendo ad allungare in classifica a causa di qualche passo falso, una buona dose di sfortuna e, sì, anche se non piace mai parlarne, per qualche cantonata arbitrale. Al termine della gara casalinga pareggiata con il Trestina, i bianconeri stazionavano al primo posto in graduatoria con una partita da recuperare. Da lì, il patatrac. La dirigenza, allora capitanata dal “desaparecido” Roman Gevorkian, vide bene di stravolgere il sottile equilibrio che l’ex campione del mondo, tra mille difficoltà, era riuscito a costruire. Un freddo pomeriggio di gennaio, la notizia: Gilardino è stato esonerato e al suo posto, da traghettatore, è stata scelta la bandiera Stefano Argilli. Sull’ex centrocampista bianconero, però, aleggiavano due strane ombre dall’accento russo e da una particolare visione di gioco che ben si sposa al calcio italiano, talmente bene che il Siena scivola dal primo posto al decimo in poco più di un mese. I risultati non soddisfano gli addetti ai lavori, tantomeno i vertici della holding proprietaria della società che decidono così di fare piazza pulita: via Gevorkyan, via anche la “strana coppia” Pahars-Gazzaev e dentro subito il redivivo Gilardino. Gli acquisti del mercato invernale e il ritorno del condottiero piemontese donano nuova linfa ad una squadra crollata nel caos più totale, tant’è che i bianconeri inanellano una serie di sette risultati utili consecutivi salvo poi crollare fisicamente proprio sul più bello. La stagione è ormai compromessa, il primo posto è fuori portata e non resta altro che confidare in un posto nella post season con la speranza di un ripescaggio nei professionisti. La qualificazione arriva per il rotto della cuffia, sul campo di una Pianese agguerrita e mai doma, in un match dove la Robur ha la meglio sui cugini amiatini, aggiudicandosi la contesa e un posto agli spareggi. Ma le scorie di una stagione lunga, estenuante e faticosa sono sempre in agguato, come un gatto pronto ad assalire una mosca sopra il tavolino della cucina. Si gioca a Roma, nel lussuoso rione di Trastevere, squadra che ha lungamente accarezzato il sogno promozione per poi incappare in un orrendo girone di ritorno, dovuto soprattutto ad alcuni contenziosi circa le infrastrutture per un eventuale salto nei professionisti. Il Siena è obbligato, alla luce della graduatoria, ad espugnare il campo capitolino eppure sembrano proprio i padroni di casa a dover cercare assolutamente una vittoria per qualificarsi. Viene fuori che i bianconeri cadono ancora una volta, malamente, in fase di recupero del secondo tempo, colpiti da una ragazzo di 40 anni alla sua ultima esperienza in carriera, vedendo svanire le ultime, residue speranze di un precoce allontanamento dal calcio dilettantistico. E’ finita. E’ finita come nessuno avrebbe mai immaginato, con chi già pregustava un Morgia-bis mestamente abbattuto, con chi ha sempre seguito e amato i colori bianconeri totalmente insofferente alle sortite domenicali della Robur. D’altronde, per una società come il Siena, abituata a fronteggiare squadre del calibro di Milan, Inter, Juventus e Roma trovarsi a giocare, e perdere, contro Sinalunghese, Badesse, Grassina e Montespaccato fa capire come i cuori bianconeri abbiano assistito non ad un campionato di calcio, ma ad una vera e propria cronaca di un fallimento sportivo, composto da una sigla e una parola: ACN Siena. Sipario.

Marco Del Grande

 

 

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