"ABBIAMO SPEZZATO UN INCANTESIMO": LA GIOIA DI DUCCIO CARAPELLI DOPO IL TRIONFO DELL'AQUILA

News inserita il 04-07-2026 - Palio

Il capitano della contrada celebra la vittoria nel Palio di luglio 2026 con Tittia e Diodoro e dedica il successo al figlio Niccolò e a tutti i contradaioli

«Abbiamo rotto un incantesimo che durava da troppo tempo». È un Duccio Carapelli visibilmente emozionato quello che commenta la vittoria dell'Aquila nel Palio di luglio 2026, conquistato con Giovanni Atzeni detto Tittia e il cavallo Diodoro.

Per il capitano della contrada dell'Aquila il successo è il risultato di un lavoro collettivo iniziato fin dall'assegnazione dei cavalli. «Era un'attesa troppo lunga per tutti, ma alla fine ogni tassello è andato al suo posto.

Nei quattro giorni successivi all'assegnazione abbiamo lavorato per arrivare a questo capolavoro. Lo abbiamo costruito insieme: io, Tittia, i miei collaboratori e tutta la Contrada».

Carapelli tiene infatti a sottolineare come la vittoria appartenga a ogni aquilino: «L'ho detto anche ai contradaioli che erano qui fuori: questo non è il Palio di Duccio, è il Palio dell'Aquila, è il Palio di tutti. Ognuno ha dato il proprio contributo».

L'assegnazione di Diodoro aveva acceso le speranze della Contrada, ma la consapevolezza del trionfo è arrivata soltanto al momento dell'arrivo. «Fino a quando non sono arrivati i miei collaboratori ad abbracciarmi non riuscivo quasi a realizzare quello che era successo. In quel momento è esplosa tutta la gioia».

Parole di grande stima anche per Giovanni Atzeni detto Tittia, protagonista del 12esimo successo in Piazza. «È un professionista vero. Mi è piaciuto il suo modo di porsi con tutti: sempre collaborativo. È uno che ti tiene sempre sul pezzo e, del resto, non si vincono tutti quei Palii per caso. Tutto è stato preparato nel migliore dei modi».

Il capitano elogia anche il lavoro svolto nella stalla e il feeling creatosi con Diodoro. «Il cavallo era sereno, lo vedevo tranquillo e contento del lavoro che stavamo facendo. Questo mi trasmetteva fiducia e mi faceva pensare che il risultato fosse davvero alla nostra portata».

Quanto ai festeggiamenti, Carapelli sorride: «Stanotte dormire? Non credo proprio. Forse quando sarà finito tutto riuscirò a riposare».

Infine la dedica, rivolta all'intera Contrada ma con un pensiero speciale: «Dedico questa vittoria a tutte le persone dell'Aquila. E poi a quel ragazzo con il berrettino che è qui fuori: si chiama Niccolò ed è mio figlio».

Sui momenti più delicati della corsa, il capitano ammette di non aver percepito il rischio di una possibile caduta. «Sinceramente, preso dall'emozione, non me ne sono nemmeno accorto. Ho visto però che per tutti e tre i giri Diodoro aveva sempre qualcosa in più: non l'ho mai visto veramente in difficoltà. Anche quando la Civetta era dietro, ero convinto che il cavallo avesse ancora le energie per allungare e andare a vincere». (Video) - (Foto festeggiamenti Sinone Gori)

L.C.

 

 

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