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A VILLA A SESTA RIEVOCATA UNA STORIA DI CORAGGIO E GRANDE UMANITÀ

News inserita il 20-08-2017 - Castelnuovo

Inverno del 1943: la famiglia Gnagnatti di Firenze, di origine ebrea, trovò rifugio in questi luoghi dopo la fuga per evitare i rastrellamenti nazifascisti e la deportazione ad Auschwitz

Nell'inverno del 1943, grazie alla generosità e l'umanità della gente di Villa a Sesta, in particolare di Archimede Secciani e Vasco Corti, la famiglia Gnagnatti di Firenze, di origine ebrea, trovò rifugio dopo la fuga per evitare i rastrellamenti nazifascisti e la deportazione ad Auschwitz.
Per diversi mesi, padre, madre, nonna e quattro figli, rimasero nascosti nei boschi sopra al paese, fino al passaggio delle truppe alleate. Ieri sera a Villa a Sesta (nel comune di Castelnuovo Berardenga), grazie ai ragazzi dell'associazione Dit'Unto, al circolo "Incontriamoci alla Villa", al lavoro dell'Assessora alla Cultura Annalisa Giovani ed a Visionaria, nell'ambito del FilmFestival09, è stato proiettato l'emozionante docufilm che racconta il tentativo dei tre figli rimasti in vita, Andrea, Bubi ed Emanuel, di ritrovare il luogo dove si erano rifugiati. Nel pomeriggio un'escursione, organizzata dal Gruppo Escursionisti Berardenga, ha condotto i partecipanti proprio nello stesso luogo, dove restano alcuni muretti e lo spiazzo che faceva da rifugio alla famiglia e dove è stato sistemato un cartello che racconta l'episodio.
Tantissima partecipazione sia all'esclusione, sia alla proiezione, oltre ogni più ottimistica previsione. Quasi superfluo raccontare l'emozione del film, del racconto dei due fratelli presenti, Andrea e Bubi, che hanno preso parte all'iniziativa e ricordato l'aiuto ricevuto proprio dalla gente del luogo, un vanto che resterà indelebile a coronare la storia di Villa a Sesta e dei suoi abitanti.

Foto e video: Alessandro Maggi

 

 

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