MONTAGNOLA

5 LUOGHI DA NON PERDERE DELLA MONTAGNOLA SENESE

News inserita il 17-06-2019

Costruzioni antichissime e opere d'arte di artisti illustri nascoste tra i boschi

Pieve di San Giovanni Battista (Pernina)

L'arrivo dell'estate avvolge le campagne senesi di un manto nuovo, lussureggiante, il cui incantevole spettacolo lascia facilmente intuire il motivo per cui ogni anno turisti provenienti da tutto il mondo vengono a riempirvisi gli occhi. Nei dintorni di Siena, sulla verde schiena della Montagnola, ci sono delle perle preziose nascoste tra i boschi; costruzioni antichissime, avvolte dal fascino del trascorrere dei secoli, e opere d'arte di artisti illustri che hanno segnato la tradizione pittorica, scultorea e architettonica senese e italiana. Ecco 5 luoghi da non perdere nel caso si voglia, per un giorno o più, abbandonare i vicoli in pietra per incamminarsi nella natura. 

PIAN DEL LAGO Fino alla metà del Settecento, laddove adesso si estende una pianura rigogliosa con una vista mozzafiato sulle alture che la abbracciano come una muraglia, c'era il lago Verano che è stato bonificato per il volere del Granduca Pietro Leopoldo mediante la costruzione di un ingegnoso sistema di tunnel sotterranei. 

L'EREMO DI SAN LEONARDO AL LAGO E L'EREMO DI LECCETO L'Eremo di San Leonardo al Lago, così chiamato per la presenza del lago Verano che è stato prosciugato nel XVIII secolo, sorge lungo uno dei percorsi dell'antica via di pellegrinaggio, la Francigena, e mescola elementi dello stile romanico e gotico a causa degli ampliamenti subiti nel corso del Trecento. Le prime attestazioni di una comunità eremitica risalgono al XII secolo e questo fascino remoto si riverbera nelle mura che emergono imponenti sulla selva circostante. All'interno dell'edificio vi si possono trovare gioielli pittorici dai colori vivaci e brillanti: nel coro il Ciclo dedicato alla Vergine affrescato dal senese Lippo Vanni tra il 1360 e il 1370 e nell'ex refettorio la Crocifissione di Giovanni di Paolo (intorno al 1445). 

Il Ciclo dedicato alla Vergine di Lippo Vanni

Collegato all'Eremo di San Leonardo mediante un sentiero che, per chi volesse percorrerlo, taglia i boschi per tre chilometri e mezzo, l'Eremo Agostiniano di Lecceto ha visto consacrare il suo primo nucleo, una piccola chiesetta che nel corso del tempo si è sempre più allargata, nel 1228Santa Caterina da Siena conosceva e frequentava questo luogo, legata dall'amicizia con alcuni frati leccetani, tra cui il suo padre spirituale William Fleete. Nell'Ottocento la presenza dell'ordine dei Beati Fratelli di Lecceto venne interrotta a causa delle soppressioni napoleoniche e a seguito di depredazioni e abbandoni nel 1972 passò definitivamente sotto la tutela delle Monache Agostiniane, tornando ad essere un luogo di accoglienza per chiunque voglia condividere con la Comunità un tempo di silenzio e di preghiera. 

Il CASTELLO DI CELSA Il nucleo originale di questo castello, che si affaccia sulla vallata che si estende sino alle pendici del Monte Amiata, risale al XIII secolo. L'edificio appartiene da circa quattro secoli alla famiglia dell'attuale proprietaria e nel XVI secolo ha visto l'intervento del celeberrimo artista Baldassarre Peruzzi, che l'ha abbellita impreziosendola con la cappella circolare e il muro di terrazzamento del viale di ingresso. Il giardino all'italiana e il parco che abbracciano la struttura regalano scorci deliziosi in qualsiasi stagione si decidesse di prenotare la visita. 

Il Romitorio di Cetinale

PIEVE DI SAN GIOVANNI BATTISTA Le prime attestazioni di questa Pieve risalgono al 1078 e la struttura con le sue tre navate, le mura possenti e le finestre strette, che non lasciano penetrare molta luce al suo interno, rappresenta un esempio dello stile architettonico romanico. Attraversando a piedi un boschetto di lecci è possibile raggiungere il vicino Romitorio di Cetinale, edificato sulla sommità di una collina scoscesa nel 1716 e destinato alla vita in comune di un gruppo di eremiti che si occupava dell'assistenza ai malati. 

VILLA CETINALE Collegata al Romitorio mediante una scala di 500 metri, la Scala Santa, scavata nella roccia marmorea ed oggi quasi completamente scomparsa, Villa Cetinale è un edificio in stile barocco che è stato progettato dall'architetto Carlo Fontana, allievo di Gian Lorenzo Bernini, e costruito nel 1680 per volere del Cardinale Flavio Chigi, nipote di Papa Alessandro VII. La proprietà custodisce opere di Giuseppe Mazzuoli, innumerevoli tesori artistici e giardini conosciuti per la loro incantevole bellezza. 

 La Scala Santa e Villa Cetinale

Francesca Raffagnino

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