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“QUELLA DEL ’34…”: SU RICORDI DI PALIO LA TRAUMATICA FINE DEL T.O.N.O.

News inserita il 27-03-2020 - Palio

Luca Martini e Michele Fiorini ripercorrono la nascita della rivalità (poi sopita) fra Nicchio e Oca

Otto Palii vinti fra il 1930 ed il 1934, anni nei quali il patto era manifesto, addirittura undici se l’arco temporale comprende pure il biennio precedente, quando certi rapporti andavano delineandosi.
Poggiato su un paio di alleanze secolari, ma messo in piedi soprattutto in virtù di strategie convergenti e di stretti legami personali, il T.O.N.O rappresentò l’aggregazione senza dubbio più fruttuosa costruita da un gruppo di Contrade per dominare sul tufo di Piazza. Tartuca, Oca, Nicchio e Onda (dalle iniziali delle quattro consorelle nacque l’acronimo T.O.N.O) vincevano con una regolarità impressionante e, quando lasciavano sul tavolo qualche briciola (è il caso delle vittorie di Aquila e Civetta, reduci da digiuni di 25 e addirittura 41 anni), mettevano lo zampino nelle sconfitte, brucianti, delle rispettive (in qualche caso anche comuni) avversarie.
Nonostante il peso specifico dei dividendi consegnati, la “società” si sciolse in maniera traumatica nel dopo Palio dell’agosto 1934, quando il figlio d’arte Meloncino portò il Cencio in Fontebranda grazie alla complicità di Pietrino, che nel Nicchio rinunciò alla vittoria facendosi passare per due volte dall’Oca e scatenando l’ira del popolo dei Pispini, nei suoi confronti ma anche di quella che di lì a poco, da Contrada alleata, sarebbe divenuta rivale acerrima per almeno una generazione di nicchiaioli.
Qui nasce il racconto che Luca Martini, con la regia di Michele Fiorini, ha sviluppato per “Ricordi di Palio” nella puntata “Quella del ’34 ci s’è legata al dito…”, titolo che riporta in auge uno stornello inventato dai contradaioli del Nicchio all’epoca dei fatti e intonato, per tanti anni, nei confronti dell’Oca. È una storia di popolo, di rabbia e di passione, che riporta in auge nomi illustri di una Siena ed un Palio lontano dai giorni nostri eppure sempre vivo grazie ai racconti che si sono tramandati di generazione in generazione, nei Pispini come in Fontebranda: si parte dall’astuzia del sor Ettore Fontani e dagli abiti di Pietrino lasciati appesi per settimane sul palo dell’illuminazione di Fieranuova, si arriva fino alla normalizzazione dei rapporti fra le due Contrade, avvenuta nei primi anni Ottanta, ma in mezzo c’è di tutto, dall’ascesa di Vittorino negli anni Cinquanta alla parata di Pennello ai danni di Tristezza nell’agosto 1963, restituita con gli interessi da Rondone ad Aceto quattro anni più tardi.
Luca Martini ne aveva già scritto in un capitolo del suo piacevolissimo “La passione nel sangue” (Pascal, 2014) e oggi torna a cimentarsi in questa brillante ricostruzione con l’ausilio di materiale fotografico e video (in parte inedito) che Michele Fiorini è riuscito ancora una volta a recuperare attingendo da archivi privati, locali, nazionali e internazionali, col solo obiettivo di fare di “Ricordi di Palio” un contenitore di testimonianze e tradizioni liberamente fruibile da tutti i contradaioli e, più in generale, dagli amanti di Siena sparsi in giro per l’Italia ed il mondo.
La puntata di Ricordi di Palio sulla rottura del TONO è disponibile on line al seguente link https://vimeo.com/399624077


Matteo Tasso

 

 

 

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