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TOSCANA: AL VIA IL CODICE ETICO PER DIRITTO ALLA SALUTE DEGLI ADOLESCENTI

News inserita il 01-02-2020

Il chilometro zero deve essere adottato anche per la cura delle persone di minore età. È quanto chiedono i garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza che lanciano il primo codice etico per il diritto alla salute e ai servizi sanitari. Il documento, presentato presso gli uffici del garante della Puglia, Ludovico Abbaticchio, nella sede del Consiglio regionale, è in via di definizione e sarà presto promosso in tutta Italia.

Il lavoro avviato è frutto di un confronto serrato tra undici garanti regionali su contenuti e obiettivi per garantire ai piccoli e ai giovani pazienti la possibilità di ricevere le cure necessarie senza essere sradicati dalle proprie realtà. Il miglioramento della qualità di vita, del benessere fisico e psicologico, sono stati i principi attorno ai quali i garanti regionali si sono confrontati per arrivare all’adozione di un codice deontologico che attivi un sistema di attenzione e tutela per le persone di minore età in condizioni di ricovero ospedaliero o di cura domiciliare da parte degli operatori sanitari.

“Si tratta di un passo importante per fissare criteri etici di riferimento, condividere valori e principi fondamentali non negoziabili” commenta la garante toscana Camilla Bianchi. “Il Comitato Onu – prosegue – in occasione dei trenta anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha indicato cosa ancora manca per dare piena attuazione alla Carta. Tra i tanti punti spicca proprio il diritto alla salute, la piena garanzia all’assistenza sanitaria in tutte le sue dimensioni: fisica, mentale, sociale, culturale e spirituale”. “Accanto a diritti già scritti che dobbiamo garantire siano attuati, ne esistono di nuovi. Il mondo è profondamente cambiato e continua a cambiare; ci sono bisogni, esigenze e vulnerabilità inedite rispetto al 1989 e se i diritti non sono assunti una volta e per sempre ancora di più non lo è la loro interpretazione” spiega Bianchi.

Il Codice, nel rispetto del “principio del superiore interesse del minore”, prevede “l’assistenza globale e continuata, una rete integrata tra strutture sanitarie e figure professionali”; definisce “percorsi assistenziali condivisi”; indica “forme di supporto economico-sociale, linguistico - culturale ed educazionale che facciano fronte alle necessità fisiche, emotive, psichiche e logistiche della persona di minore età e della sua famiglia”.

Il Codice richiama il principio che la persona di minore età deve essere ricoverata solo nel caso in cui le cure necessarie non si possano efficacemente prestare a domicilio o in ambulatorio, day-hospital o day surgery. “Sono preferibili percorsi di cura che prevedano la deospedalizzazione garantendo l’aiuto e l’assistenza particolare che le persone di minore età necessitano. Si tratta – spiega la garante – di favorire il loro pieno sviluppo. La malattia può costituire un momento critico di dipendenza se non addirittura di ostacolo alla loro crescita. È facile allora comprendere la necessità di adottare pratiche quanto meno invasive, tali cioè da ridurre stress psicofisico e stati di sofferenza anche alle famiglie”. 

“Ogni azione tesa a tutelare la salute di bambine, bambini e adolescenti è da accogliere con soddisfazione” aggiunge ancora Bianchi che plaude all’iniziativa dell’Azienda regionale per il diritto allo studio che nelle mense scolastiche, dall’infanzia all’università, propone menù di qualità e lezioni di “educazione alimentare” dal prossimo 5 febbraio. “Leggo che il progetto prevede servizi a misura delle diverse esigenze alimentari, comprese eventuali patologie o allergie.  Il ruolo sociale e psicologico del momento mensa è chiaramente noto. Non discriminare o isolare bambine, bambini e adolescenti con difficoltà alimentari favorisce uno sviluppo cognitivo e sociale ideale oltre che educare al rispetto e alla comprensione delle diversità”.  “Questa attenzione al diritto al cibo e alla salute – prosegue la garante della Toscana - rientra peraltro tra gli obiettivi previsti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”.

 

 

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