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SIENA SOSTENIBILE: MOZIONE SUI GRANDI IMPIANTI DA FONTI RINNOVABILI

News inserita il 07-04-2026

L’Associazione Siena Sostenibile porta in Consiglio Comunale una mozione sui grandi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo è sollecitare una revisione della normativa nazionale, chiedendo un maggiore coinvolgimento dei territori e degli enti locali nei processi decisionali.

Al centro del documento, la consapevolezza che la transizione energetica rappresenta una sfida non più rinviabile: contrastare i cambiamenti climatici, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e rafforzare la sicurezza energetica del Paese.

Attraverso la mozione, l’associazione intende ribadire il ruolo strategico delle istituzioni pubbliche e delle comunità locali nella pianificazione e nello sviluppo delle energie rinnovabili, sottolineando al contempo la necessità di garantire la tutela del territorio, del paesaggio e delle produzioni agricole di qualità.

Premesso che: 
 
- la programmazione nazionale in materia energetica, definita inizialmente dalla Strategia Energetica Nazionale (DM 8 marzo 2013 e DM 10 novembre 2017), è stata successivamente aggiornata attraverso il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, varato nel 2019 e aggiornato nel 2024, che individua cinque dimensioni strategiche di intervento: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività; 
- lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili rappresenta uno degli strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi europei e nazionali di riduzione delle emissioni climalteranti e per il rafforzamento della sicurezza energetica del Paese; 
- il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima attribuisce in particolare al fotovoltaico un ruolo strategico, prevedendo entro il 2030 un significativo incremento della potenza installata a livello nazionale; 
- lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili è inoltre coerente con gli obiettivi del Piano Ambientale ed Energetico Regionale della Toscana, che individua indirizzi e criteri per la localizzazione degli impianti nel rispetto delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei territori; 
- il quadro normativo nazionale in materia di energie rinnovabili è stato definito, tra gli altri, dal Decreto Legislativo 199/2021, che ha introdotto una disciplina per l’individuazione delle cosiddette “aree idonee” per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, demandando alle Regioni l’individuazione delle stesse e prevedendo procedure autorizzative semplificate; 
- successive modifiche normative hanno ulteriormente inciso sul quadro autorizzativo e procedurale relativo agli impianti da fonti rinnovabili, incidendo anche sul ruolo degli enti territoriali nei processi di pianificazione e localizzazione degli impianti; 
 
Considerato che: 
 
- la transizione energetica rappresenta una sfida fondamentale e non più rinviabile per contrastare i cambiamenti climatici, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e garantire la sicurezza energetica del Paese; 
- il Comune di Siena riconosce la necessità e l’urgenza della transizione energetica e sostiene lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili quale strumento fondamentale per la riduzione delle emissioni climalteranti, la lotta ai cambiamenti climatici e il rafforzamento dell’autonomia energetica nazionale; 
- tale processo deve tuttavia essere pianificato e governato con equilibrio, tenendo conto delle specificità ambientali, paesaggistiche, agricole ed economiche dei territori; 
- è compito delle istituzioni pubbliche promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili garantendo al tempo stesso la tutela del territorio, del paesaggio e delle produzioni agricole di qualità; 
- negli ultimi anni si assiste alla presentazione di molteplici progetti di impianti fotovoltaici ed eolici di grandi dimensioni, talvolta localizzati in aree agricole o in contesti di particolare valore paesaggistico e ambientale; 
- tali interventi, se non adeguatamente pianificati, valutati e condivisi, rischiano di risultare incoerenti con la vocazione agricola, turistica e culturale di alcuni territori e di generare impatti significativi sul paesaggio, sull’ambiente e sull’equilibrio socio-economico delle comunità locali; 
- la vigente normativa nazionale, pur perseguendo l’obiettivo condivisibile di accelerare la transizione energetica, ha in alcuni casi ridotto gli spazi di pianificazione e di indirizzo delle amministrazioni comunali nella localizzazione degli impianti da fonti rinnovabili, determinando, in diversi territori, tensioni sociali e difficoltà nel garantire un adeguato confronto tra promotori dei progetti, istituzioni locali e comunità interessate; 
 
Ritenuto che: 
 
- sia necessario promuovere lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili quale elemento centrale delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, in coerenza con gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima; 
- lo sviluppo degli impianti da fonti rinnovabili debba avvenire attraverso strumenti di pianificazione energetica e territoriale coordinata, evitando una proliferazione non governata di progetti isolati e garantendo una distribuzione equilibrata degli impianti sul territorio; 
- sia opportuno promuovere con priorità l’installazione di impianti fotovoltaici su coperture di edifici pubblici e privati, parcheggi, aree produttive e infrastrutture esistenti, al fine di massimizzare la produzione energetica riducendo il consumo di suolo; 
- sia opportuno privilegiare, per quanto possibile, l’installazione degli impianti da fonti rinnovabili su superfici già artificializzate o compromesse, quali aree industriali e produttive, infrastrutture esistenti, aree dismesse o degradate; 
- sia fondamentale che anche le amministrazioni comunali possano svolgere un ruolo attivo nella pianificazione territoriale e nella localizzazione degli impianti FER di grandi dimensioni; 
- sia necessario garantire che lo sviluppo degli impianti agrivoltaici avvenga nel rispetto della reale continuità dell’attività agricola e della salvaguardia del paesaggio rurale; 
- sia opportuno rafforzare i percorsi di informazione, trasparenza e partecipazione delle comunità locali nei procedimenti autorizzativi relativi alla realizzazione di grandi impianti da fonti rinnovabili; 
 
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA 
 
a farsi promotori presso il Governo e il Parlamento affinché: 
 
- siano apportate modifiche alla normativa statale vigente al fine di rafforzare il ruolo degli enti locali nei processi di pianificazione territoriale e nei procedimenti autorizzativi relativi agli impianti da fonti energetiche rinnovabili di grandi dimensioni; 
- siano definiti criteri nazionali più chiari per la localizzazione degli impianti, privilegiando prioritariamente l’installazione su coperture di edifici, parcheggi, aree industriali e produttive, infrastrutture esistenti e siti degradati o dismessi; 
- siano rafforzati i criteri di tutela delle aree agricole e dei paesaggi rurali di particolare valore ambientale e identitario, introducendo condizioni più stringenti per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra e per la realizzazione di sistemi agrivoltaici; 
- siano introdotti criteri di proporzionalità e compatibilità territoriale tra la dimensione degli impianti e le caratteristiche del contesto paesaggistico, ambientale ed economico dei territori interessati; 
- siano previste adeguate forme di informazione, consultazione e partecipazione delle amministrazioni comunali e delle comunità locali nell’ambito dei procedimenti di valutazione ambientale e autorizzazione dei progetti; 
- sia promosso un confronto istituzionale con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e con la Regione Toscana finalizzato alla definizione di linee guida condivise per uno sviluppo equilibrato degli impianti da fonti rinnovabili; 
- sia promosso lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili e delle forme di autoconsumo collettivo, al fine di favorire una produzione diffusa di energia con benefici diretti per cittadini, imprese e comunità locali; 
- siano previste maggiori forme e misure di compensazione territoriale e di ricaduta economica, rispetto ai limiti attuali, a favore delle comunità che ospitano impianti energetici di grandi dimensioni, al fine di favorire l’accettabilità sociale degli interventi e il coinvolgimento attivo dei territori. 

 

 

 

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