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SENA CIVITAS: "MPS, NO ALLA RASSEGNAZIONE O ALLE SPECULAZIONI"

News inserita il 24-08-2021

Nonostante l’entità della posta in gioco, la città non sembra essersi ancora resa conto pienamente della svolta epocale che si sta avvicinando a grandi passi.

Infatti, se tra gli addetti ai lavori è diffusa la percezione che il closing dell’operazione Unicredit-MPS sia imminente, anche per disinnescare l’effetto che potrebbe avere sull’esito delle elezioni suppletive di ottobre, il dibattito cittadino, al di là di alcune prese di posizione in particolare dei Sindacati (giustamente preoccupati per la tenuta dei livelli occupazionali della Banca), non decolla, resta asfittico, quasi rassegnato.

E’ vero, la città ha perso ormai da tempo e in maniera irreversibile il controllo della Banca ma il mantenimento della Direzione Generale a Siena (e di conseguenza dei posti lavoro) era sempre stata considerata la “linea del Piave” insuperabile e non negoziabile. Oggi siamo di fronte alla reale prospettiva di un cedimento totale anche di questo ultimo argine, con conseguente ulteriore impoverimento del ceto medio senese, con tutte le sue inevitabili conseguenze.

E non ci sembra granché consolatorio leggere su alcuni giornali voci (anch’esse suffragate da coloro che seguono più da vicino le interlocuzioni con Unicredit) riguardanti un accordo tra Tesoro e il Gruppo bancario acquirente, teso a rafforzare finanziariamente e patrimonialmente la Fondazione MPS, facendola diventare “motore di sviluppo” della città e del territorio. Una sorta di “compensazione” a fronte del trasferimento altrove dei centri decisionali e della chiusura della Direzione Generale di MPS.

Questa idea non ci tranquillizza per due ordini di ragioni. La prima è che una eventuale riconversione industriale del territorio senese, ancorché necessaria, sarebbe un processo pluriennale che non consentirebbe il riassorbimento rapido dei posti di lavoro persi a causa degli esuberi dell’integrazione di MPS con Unicredit (che si preannunciano ingenti e addirittura “facilitati” dall’accordo suddetto). La seconda è che l’evoluzione della Fondazione MPS in motore di sviluppo del territorio risveglierebbe istantaneamente gli appetiti della politica locale (e non solo) verso questo nuovo bacino di potere e di risorse, con il correlato rischio di tornare alle solite, vecchie logiche di spartizione che, a ben guardare, non solo non si sono mai sopite ma sono tuttora vive e vegete anche con l’attuale Amministrazione Comunale.

Restiamo dunque molto preoccupati per come la situazione si sta evolvendo e, come forza civica unicamente preoccupata del benessere sociale e umano della nostra città, ci uniamo agli appelli che le varie sigle sindacali locali stanno pubblicando in questi giorni affinché il Monte sia messo al sicuro dalla morsa della speculazione finanziaria predatoria da una parte e dallo sfruttamento della politica dall’altra.

 

Sena Civitas

 

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