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SENA CIVITAS: "MPS, LA TRATTATIVA TRA TESORO E UNICREDIT È FALLITA"

News inserita il 25-10-2021

È evidente che i criteri irrinunciabili posti da Orcel si siano rivelati, come avevamo previsto, inaccettabili in quanto avrebbero comportato di fatto, una vera e propria svendita (ovvero, un regalo) della Banca più antica del Mondo. Anzi, di una parte di essa, lasciando in capo all'azionista pubblico la gestione di un residuo di notevoli dimensioni e complessità, con i relativi aspetti occupazionali e sociali.

Per come si può ricostruire quanto annunciato ieri, pertanto, non possiamo che prenderne atto con soddisfazione. Il pericolo di una “balcanizzazione” del Gruppo MPS è al momento sventato. Ma la questione è tutt'altro che chiusa e il percorso di risanamento e completa autosufficienza strategica del Monte (che deve essere l'obiettivo di tutti) va ancora definito e tracciato.

Ci tornano allora nuovamente utili le risposte alle nostre 10 domande poste ai candidati alle suppletive di Siena e citiamo testualmente ciò che ci disse l’On. Letta:

(domanda) Sarebbe sostenibile per voi un’operazione che prevedesse a carico del Tesoro oneri per svariati miliardi, al fine di consentire la cessione di parte di MPS a UCG oppure, a quel punto, varrebbe la pena di capire se con gli stessi miliardi non potrebbe MPS continuare il proprio percorso autonomo di risanamento?

(risposta) "Anche solo un euro in più di soldi pubblici deve essere speso con un obiettivo: rendere solida, competitiva e moderna MPS."

(domanda) In tal caso, sopportereste il Governo nella rinegoziazione degli accordi presi con la Commissione Europea?

(risposta) "Intanto supportiamo e stimoliamo il governo a uscire dalla trattativa con la migliore soluzione possibile. Ho già detto e ripeto che quello con Unicredit non deve essere un accordo a tutti i costi. Se le condizioni su lavoro, marchio, territorio e presenza pubblica non sono assicurate si devono ricercare con serietà soluzioni alternative."

E infine: (domanda) se dipendesse esclusivamente da voi, quale sarebbe l’assetto ideale del sistema bancario italiano e quale ruolo potrebbe giocare in esso MPS?

(risposta) "Tre parole chiave: solidità: non dobbiamo mai più trovarci con l'acqua alla gola; prossimità: nell'interesse di Siena e di tutta la Toscana la banca deve essere vicina ai bisogni del territorio ed essere punto di riferimento per la rete di piccole e medie imprese; integrazione: con i sistemi locali di sviluppo ma anche con i grandi flussi italiani e internazionali."

Evidentemente Unicredit non assicurava “le condizioni su lavoro, marchio, territorio e presenza pubblica”.

Ora tocca alla politica trovare la strada per dare solidità, competitività e modernità al Gruppo MPS. I suoi lavoratori e le loro famiglie questo si meritano e questo si aspettano. E su questo giudicheremo i comportamenti concreti delle forze politiche di governo.

Circolo Sena Civitas

 

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