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SENA CIVITAS: "CRIMINALITÀ RECENTE A SIENA NASCE DA ANALOGIA CON IL COVID"

News inserita il 06-09-2020

I recenti fatti di Salicotto e le notizie di furti nelle case di Siena nascondono un’analogia con la Covid-19.
Nella incapacità dei cosiddetti esperti di attuare risposte efficaci al contenimento della diffusione della malattia, si sono prese decisioni a casaccio e sono state date informazioni contrastanti se non in antitesi (ricordate la questione mascherine a inizio pandemia?) che hanno disorientato le persone, che nella confusione si sono fatte un’opinione, quella a loro più gradita; in pratica ciascuno ha fatto come più riteneva giusto, con il risultato di non avere in molte occasioni il corretto comportamento da parte di tutti, e la perdita di compattezza ha vanificato la resilienza del periodo del lockdown, determinante alla riduzione dei contagiati e delle vittime. Di qui la conseguente necessità da parte degli organi di governo di affermare “dobbiamo convivere con il virus”, che altro non è che un’ammissione di debolezza, come dire che il virus è più forte e ci dobbiamo rassegnare.
Allo stesso modo lo Stato non ha mai (a mia memoria) avuto la forza di essere superiore alla delinquenza, con un potere giudiziario fortemente dedicato, a prescindere dal reato e dalla sua odiosità, alla tutela delle fasce più deboli del sociale, partendo dal principio che la prevaricazione dei ceti più forti creava le condizioni per il disagio dei meno abbienti, giustificando così i loro atti criminali o comunque antisociali. Quindi oggi vediamo organi di polizia che si sacrificano sul territorio per contrastare la criminalità, e palazzi di giustizia che demoliscono il loro lavoro restituendo la liberta anche a chi è colto in flagrante; onesti cittadini che reagiscono, anche all’interno delle mura domestiche, e giustizia che si abbatte loro contro, anche solo con giudizi morali sulla loro insofferenza; poliziotti e Carabinieri che sfogano la loro frustrazione contro chi tutti i giorni li irride e li offende, e gogna sociale assicurata.
In pratica un’ammissione di debolezza nei confronti della criminalità, una sorta di implicito invito a convivere con essa.
Però esiste ancora una parte della società che si indigna di questo, e che non vuole affatto convivere con la presenza di ladri, spacciatori o anche solo di vandali e disturbatori, non vuole rassegnarsi a perdere la dignità della propria vita né quella della società, e chiunque avrà le prossime responsabilità di amministrare ne dovrà rendere conto, sia a livello cittadino che regionale, fino al Governo centrale.
Sena Civitas persegue la volontà di questi cittadini a non piegarsi alla consuetudine, non ammette che venga usato lo stereotipo che in altre città la situazione è anche peggiore, chiede che la Pretura, la Questura e la Prefettura ascoltino meno le direttive dei poteri centrali e più i bisogni basilari dei cittadini, e che l’infezione della criminalità venga debellata.


Sena Civitas

 

 

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