
Proprio in pieno periodo di ferie e vacanze l’abbazia di san Galgano propone una serie di appuntamenti tra cui uno che possiamo dire “fuori programma”, ma che assume un significato molto particolare.
Nicola Costanti, cantautore della nostra terra, che divide la sua vita tra Chiusdino, Buonconvento e i luoghi dove suona e canta (e che è stato premiato ben due volte alla manifestazione “Premio Tenco”) ha voluto caparbiamente dare vita a questo concerto riunendo 14 musicisti musicisti di varie etnie, per aiutare con un gesto concreto la Caritas di Siena ed in particolare il progetto “Amici di Bartimeo”. Insieme a diverse sue canzoni, ha messo in scaletta omaggi a musicisti e poeti del nostro tempo (Peter Gabriel, Fabrizio de André , Francesco Guccini, …), il tutto all’insegna di temi ed argomenti che Papa Francesco ha approfondito durante il suo pontificato, soprattutto nelle encicliche “Laudato si’ e “Fratelli tutti”.
Tra i promotori troviamo l’Unione dei Comuni della Val di Merse che ha fatto propria la proposta di Nicola dimostrando una sensibilità particolare nei confronti di questo progetto, la Caritas Diocesana alla quale sarà destinato l’intero ricavato della serata e l’Associazione Fili Intrecciati che proprio insieme a Nicola ha già realizzato cinque progetti all’interno de “Il sogno di Francesco”, piccoli gesti per due popoli (Congo e Libano) messi in ginocchio dalle guerre e dalla povertà (chi è interessato può trovare all’interno del sito www.filiintrecciati.it la descrizione ed i rendiconti di ogni progetto).
Sabato 19 luglio 2025, alle ore 21,15, nell’abbazia di San Galgano (Chiusdino), si terrà quindi il concerto di Nicola Costanti dal titolo “Il sogno di Francesco. L’eredità di Papa Bergoglio, un tesoro da custodire”.
L’intero incasso verrà devoluto per i Progetti Amici di Bartimeo della Caritas Diocesana di Siena e della Fondazione Caritas delle Diocesi di Siena e di Montepulciano (E.T.S.) nato per offrire un aiuto concreto alle famiglie, che affrontano la dura prova della malattia di un figlio, spesso bambini molto piccoli. Lontani da casa, in difficoltà economiche e senza una rete di supporto, i nuclei familiari vengono accolti in alloggi temporanei, con un sostegno economico e l’assistenza negli ospedali di riferimento: Le Scotte, Nottola e Campostaggia. Un richiamo ad una carità concreta che rappresenta lo strumento indispensabile per pensare ad una “ecologia globale” che comprende e unisce la ricerca di una giustizia e dei diritti civili, un uso corretto delle risorse del nostro pianeta, il rispetto per la natura, la minaccia di una globalizzazione che calpesta le unicità e le singolarità di popoli e territori … tutto questo come premessa di una pace vera che non sia solo un compromesso imposto con la forza dei più forti e che Papa Leone sta richiamando con forza.
Il Sogno di Francesco è anche una canzone. Cantata in dieci lingue esprime il grido dell’umanità di oggi e richiama il grido con cui il cieco Bartimeo, figlio di Timeo, si rivolge a Gesù Cristo perché abbia pietà di lui e gli doni la vista, nonostante i rimproveri dei “sani” e dei benestanti, infastiditi dalla presenza di questo mendicante.
Maestro, perché un musicista come lei decide ad un certo punto di spostare il baricentro del suo messaggio richiamandosi alle parole del Papa?
“Il sogno di Francesco è nato diversi anni fa, prima del Covid. Non è quindi una “operazione” studiata cercando di utilizzare in qualche modo l’immagine di papa Bergoglio dopo la sua scomparsa. Ed è iniziata proprio nelle Caritas, dove ho suonato e cantato per raccogliere fondi o per iniziative di solidarietà. Poi ho conosciuto l’associazione Fili Intrecciati che ha tra i suoi obiettivi proprio quelli che io stesso cerco di trasmettere nelle mie canzoni."
"Penso che per tutti e due il messaggio di papa Francesco che, già dalla scelta del nome, è stato per certi versi dirompente ed ha cercato di scuotere le coscienze richiamando la Chiesa e l’umanità tutta (a partire dalla politica) a porre attenzione ai pericoli della casa comune (come lui chiamava la terra) e di noi che l’abitiamo. Papa Francesco ci ha fatto capire che nulla può essere considerato come un problema a se stante; l’ecologia non può essere considerata senza una giustizia sociale, la fame nel mondo senza il diritto al lavoro i problemi di sfruttamento di intere nazioni o l’utilizzo di metodi di produzione non rispettosi dell’ambiente. Questi temi fanno parte del mio essere e quindi ricordare papa Francesco per me è perfettamente coerente ai valori con i quali sono cresciuto.”
Appuntamento a San Galgano sabato 19 per una serata intensa di musica in una scenografia mozzafiato per Il sogno di Francesco.
Annalisa Coppolaro







































