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ROSIA: LA POLIZIA DI STATO “A SCUOLA” CON ALUNNI E GENITORI

News inserita il 21-12-2015


Ripartono dalla Scuola secondaria di I grado “ A. Lorenzetti”  di Rosia gli appuntamenti della Polizia di Stato senese con le scolaresche, per affrontare i temi di maggiore attualità.

Oggi come oggi, infatti, tematiche come quelle relative all’uso consapevole della Rete, interessano non solo i giovani ma anche e soprattutto genitori e insegnanti, preoccupati per il tanto tempo che i ragazzi passano sul web.

All’incontro, tenutosi lo scorso sabato presso il Circolo ARCI di Rosia, si è parlato principalmente di social network, cyber bullismo e adescamento on line, con il dirigente della Squadra Mobile della Questura e due poliziotte, esperte in materia, dellaSezione di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Siena.

L’evento, è stato organizzato in seguito ad una specifica richiesta della professoressa Adriana D’Anna, di quell’Istituto scolastico, al Questore Maurizio Piccolotti, che l’ ha subito accolta, e successivamente ha visto la collaborazione anche dell’amministrazione comunale, che oltre a mettere a disposizione i locali, ha voluto partecipare con la massima autorità, il Sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti.

Questa volta ad ascoltare i consigli e i suggerimenti della Polizia di Stato c’erano gli alunni delle classi terze circa 80,  i loro insegnanti e una trentina di genitoriche hanno accettato l’invito della scuola ad assistere a quella che si è rivelata un’ occasione importante per approfondire le tematiche.

La Polizia di Stato, con la sua specialità, è quindi impegnata anche quest’anno nell’attività di formazione e sensibilizzazione sull’uso consapevole e corretto della Rete da parte dei giovani che sempre di più e sempre prima, utilizzano internet per studiare, socializzare e trascorrere il tempo libero.

Gli incontri di questo tipo, specie se organizzati in collaborazione con le scuole, sono una preziosa occasione per gli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni, per delineare i rischi, che i ragazzi spesso corrono, ad esempio chattando con amici virtuali, o le conseguenze, che derivano dalla pubblicazione dei video realizzati durante episodi di cyber bullismo, nonché per fornire linee guida agli adulti che vogliano accompagnare i  figli nella navigazione consapevole.

 

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