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PARTITO DEI CARC, LETTERA APERTA AL SINDACO DI SIENA SUL CASO WHIRLPOOL

News inserita il 13-06-2019

Venerdì 31 maggio il gruppo Whirlpool EMEA ha annunciato, nei fatti, la prossima chiusura dello stabilimento di Napoli che conta oltre 400 addetti, e circa 300 di loro si sono riversati poi in piazza e sotto al MISE per protestare e chiedere spiegazioni in merito. Il ministro del Lavoro Di Maio, a proposito della chiusura, ha usato toni accesi con i vertici aziendali, sottolineando come la Whirlpool abbia preso in giro lo Stato, calpestando gli accordi presi solo lo scorso ottobre: in cambio di una proroga degli ammortizzatori sociali (l’ennesima, ovviamente sempre a spese dei contribuenti) era stata garantita la permanenza della produzione per tutti gli stabilimenti italiani. Nell’ultimo incontro al MISE del 12 giugno, invece, le parole del ministro Di Maio sono state anch’esse ridimensionate. Tra qualche giorno è previsto un altro incontro a Roma tra ministro, vertici aziendali e sindacati: la vertenza va avanti.

Quello che è accaduto alla Whirlpool di Napoli è un fatto gravissimo, che denota come l'azienda non voglia rispettare i patti presi con il governo e con lo Stato italiano (non rispettando, perciò, le istituzioni) e ciò non lascia presagire niente di buono neanche per lo stabilimento di Siena: chi può garantire che quello che sta succedendo a Napoli non si ripresenti anche altrove? Come ci si può fidare della parola o della firma di personaggi che guardano unicamente al proprio profitto fregandosene del destino di centinaia di famiglie che da anni stringono la cinghia per gli ammortizzatori sociali e mandando avanti di fatto gli stabilimenti?

Lunedì 3 giugno le sigle sindacali della Whirlpool di Siena hanno chiamato un presidio davanti alla fabbrica al quale, nonostante fosse un giorno di blocco produttivo (il fatto che gli operai lavorino solamente alcuni giorni alla settimana e per sole 4 ore è indicativo dello “stato di salute” dello stabilimento senese), hanno partecipato diverse decine di operai, spaventati dalla situazione e preoccupati per il loro futuro e per quello della loro famiglia. Le varie forze politiche e cittadine che hanno partecipato al presidio, a partire dal vicesindaco Andrea Corsi della Lega, hanno preso atto della sfiducia dei lavoratori nei confronti delle istituzioni. Credono giustamente che le parole rimangono tali se non vengono seguite da fatti e si riferiscono a tutte le promesse che sono state fatte loro dai sindaci che si sono susseguiti (compreso l’ex sindaco Valentini, anche lui presente) e a quello che è successo concretamente: è l'azienda a decidere nei fatti la sorte dei lavoratori, ma non deve essere così!

La Whirlpool di Siena è la più grande fabbrica della zona con 335 lavoratori e altrettanti operano nell’indotto, ed è perciò interesse dell'intera comunità che non venga chiusa! La cittadinanza tutta, perciò, deve sapere che può contare sulle istituzioni; che il sindaco, il vice sindaco e tutta l'amministrazione comunale è dalla loro parte e farà (e non solo dirà) tutto ciò che è possibile fare per evitare il disastro, per sostenere gli operai nella loro lotta.

Il consigliere regionale Marco Casucci (Lega) ha chiesto con un'interrogazione alla Regione Toscana che venga costantemente monitorata la situazione dello stabilimento a Siena, ed è appena stata approvata una mozione presentata dai consiglieri del PD Simone Bezzini, Stefano Scaramelli, Leonardo Marras e Giacomo Bugliani in merito alla stessa questione.

È sicuramente un passo in avanti ma non è sufficiente: gli operai hanno paura anche di manifestare, di fare assemblee o picchetti perché con il Decreto Sicurezza rischiano pene spropositate (si limita il loro diritto a manifestare fuori e dentro la fabbrica). Devono vedere che le istituzioni sono dalla loro parte quando manifestano per il diritto a un lavoro utile e dignitoso, devono poter decidere del loro futuro senza temere di essere repressi dalle forze dell’ordine, in quanto stanno letteralmente applicando il primo articolo della Costituzione: questo passa sopra ogni altra legge!

Il dramma della Whirlpool a Siena ha fatto avvicinare agli operai e ai lavoratori molte forze politiche e cittadine, come quelle studentesche e di quartiere, che si stanno mobilitando e si mobiliteranno sempre di più per sostenere la lotta dei lavoratori a Siena e negli altri stabilimenti. Potere al Popolo, il PRC, le associazioni e organismi del palio, lo stesso PD in cui sta rientrando il presidente della Regione Toscana Rossi (che a parole si è tanto speso per la fabbrica e venne pure a festeggiare l’apertura della nuova linea di produzione… che ha lavorato solo poche settimane!), devono stringersi attorno agli operai della Whirlpool e promuoverne il massimo delle agibilità e delle azioni che decideranno di mettere in campo.

Come hanno fatto i sindaci della Piana fiorentina contrari alla realizzazione del nuovo aeroporto (progetto per ora affossato dal TAR), mettendosi con la fascia tricolore alla testa del corteo del 30 marzo, il sindaco De  Mossi, insieme a TUTTI i consiglieri comunali, si deve assumere la responsabilità di non stare al fianco ma alla testa di ogni presidio, corteo e picchetto che gli operai metteranno in campo a difesa del loro posto di lavoro, contro l’arroganza e la falsità della multinazionale USA: questo è dare seguito pratico alla parola d’ordine “prima gli italiani”, questo è nel concreto difendere la sovranità nazionale dai predoni stranieri di turno che, dopo ave r incasso lauti finanziamenti e sussidi, se la svignano per produrre in paesi con minori tutele sindacali, ambientali e politiche!

Il prossimo 18 giugno è prevista una seduta del Consiglio Comunale in cui i consiglieri della Lega porteranno un’interrogazione sulla situazione attuale della Whirlpool a Siena. A questa riunione del Consiglio è il sindaco in prima persona che deve chiamare a partecipare gli operai dello stabilimento insieme a tutti gli altri, gli studenti, i precari e disoccupati che devono organizzarsi e prevenire la chiusura dell’azienda. La Whirlpool non si tocca e va difesa ad ogni costo! Al fianco degli operai per impedire lo smembramento del patrimonio produttivo senese e nazionale!

La sezione di Siena e Valdelsa del Partito dei CARC

 

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