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"ITACA", LA FESTA DI FINE ANNO ALLA SCUOLA PRIMARIA DI SAN ROCCO

News inserita il 05-06-2019

“ITACA”, festa di fine anno della Scuola Primaria “Gianni Rodari” (Istituto Comprensivo “A. Lorenzetti”) di San Rocco a Pilli, è andata in scena nel pomeriggio di venerdì 31 maggio al Circolo Arci di Sovicille. Itaca come l'Isola di Ulisse, come un'isola dove poter tornare sereni, dove vivere in pace, in armonia con se stessi, con gli altri e la natura. Quella natura che oggi, tutti, grandi e piccini, contribuiscono ad ammalare.

Gli insegnanti e i loro allievi quest'anno hanno deciso di lanciare un messaggio ben preciso, chiaro alla generazione di genitori pronti ad applaudirli in platea. Il tema portante dello spettacolo, ideato e diretto dall'insegnante Susanna Bandinelli, con la collaborazione di tutti i colleghi del plesso e di alcuni genitori che si sono impegnanti nell'allestimento e nel contributo video e sonoro proiettato durante lo spettacolo, è stato uno sguardo sull'uomo contemporaneo che dal famoso allunaggio del 1969 non ha mai smesso di ricercare e viaggiare. Dopo i felici e idealisti anni '60, gli alunni interpretano con grande semplicità e incanto tutto quello che di importante l'umanità ha vissuto fino ad oggi. Tutto quello che, di brutto e bello, buono e cattivo l'uomo ha vissuto sulla terra. Lo spettacolo è stato molto apprezzato da tutti tanto che, come usa, molti sono stati i commenti sui social. Francesca, mamma di un bambino di otto anni sul suo profilo scrive: “Quest'anno con lo spettacolo "Itaca" bambini e insegnanti della Gianni Rodari (perché, credete, il caso non esiste) di San Rocco hanno fatto davvero centro. Adulti colpiti e affondati da un viaggio ritmato e incalzante, dal passato recente ai giorni nostri, dall'allunaggio al disagio, alla guerra, la violenza, lo sfruttamento, la fame, il consumo senza regola, lo spreco, il disprezzo, la solitudine crescente assassina del nostro domani. Raccontati con quell'onestà ruvida e tagliente, senza filtri che tutto può e che solo i bambini ci regalano ancora. Ed è così che Itaca diventa allora la ricerca di un futuro diverso, in controtendenza, di connessione, di unione, di solidarietà, di nuovo incontro e di condivisione. Itaca che diventa tutta la Terra. Da salvare prima di tutto dal nostro egoismo. E da restituire alle loro mani e ai loro bellissimi cuori. Che ci guardano e ci ricordano cosa non abbiamo fatto e cosa ora invece non possiamo fare a meno di fare. Grazie piccoli marinai”, scrive ancora Francesca, “e grazie grandi maestre. Ci avete fatto piangere lacrime di consapevolezza e rivoluzione. E se vale la pena rischiare”, conclude, “io mi gioco anche l'ultimo frammento di cuore".

Gli studenti e i loro insegnanti hanno voluto dedicare il loro spettacolo ai “Bambini eroi” che nel mondo con i loro piccoli gesti hanno contribuito a cambiare l'umanità.

A.M.

 

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